Conversando con Elio Crifò

"Incontri ravvicinati di un altro tipo": l'attore siciliano ci ha così introdotto il nuovo ciclo di aperitivi teatral-culturali al Bistrot del Teatro Quirino

L’attesissima quarta stagione di “Incontri ravvicinati di un altro tipo“, aperitivi teatrali-culturali programmati al Bistrot del Teatro Quirino che vedono indiscusso mattatore, come ogni anno, l’attore siciliano Elio Crifò, si è aperta lo scorso 24 gennaio con l’appoggio parimenti importante, anzi, fondamentale, delle Edizioni Mediterranee. Chi scrive per motivi di lavoro era a Trieste ma si ripromette di seguire tal incontri già dal successivo, in programma sabato 7 febbraio. Intanto, però, abbiamo voluto intervistare brevemente lo stesso Elio Crifò, per commentare insieme questo nuovo inizio…

II 24 gennaio, Elio, sono ripartiti quegli “Incontri ravvicinati di un altro tipo”, che già da qualche anno deliziano qui a Roma un pubblico di appassionati sempre più folto. Per chi, come noialtri, non è potuto essere presente a questo primo appuntamento, puoi dirci innanzitutto su cosa era focalizzato?

Il primo incontro è stato su “La psicologia esoterica di Thorwald Dethlefsen”, uno dei padri della Naturopatia moderna, celebre per la sua visione della malattia: essendo indissolubile la relazione tra corpo e anima tutti i sintomi sono psicosomatici, quindi la malattia è un sintomo dell’anima malata.

Tu e e gli altri che hanno partecipato all’evento siete soddisfatti dell’esito di questo primo incontro? E della reazione del pubblico?

Abbiamo ospitato diversi organizzatori venuti per capire il “fenomeno” che è diventato “Incontri ravvicinati di un altro tipo“: a Messina abbiamo avuto il tutto esaurito per tutto il ciclo di incontri mentre, a Roma, siamo alla quarta stagione e abbiamo iniziato con un tutto esaurito. Quando si creano eventi culturali con la stessa gioia e lo stesso divertimento con il quale Mozart scriveva le sue sinfonie… il risultato non può che essere esplosivo.

Nell’ormai imminente data del 7 febbraio, sempre al Bistrot del Teatro Quirino in orario pomeridiano, “sfiderai” invece diversi “mostri sacri”, in un certo senso… da un pensatore/autore di primo piano come Evola ad alcuni dei suoi più importanti esegeti, non solo in Italia, ovvero Gianfranco de Turris e Andrea Scarabelli. Cosa ci puoi anticipare a riguardo?

Per il 7 ho scritto, secondo quanto mi dice De Turris, la prima drammaturgia nella Storia su Julius Evola. Interpreterò proprio lui in una serata che indaga due aspetti meno battuti dei suoi studi: la meditazione e il mondo magico. Avere De Turris e Scarabelli è una preziosità che dobbiamo a Edizioni Mediterranee, la quale mette a disposizione i suoi migliori autori per questi “Incontri”. Un’altra preziosità è che l’editore, Gianni Canonico, è stato amico di Evola e ci trascinerà nella casa e in qualche intimità del grande autore.

Julius Evola è un autore affascinante ma anche molto impegnativo. Se uno dei nostri lettori, pescando magari tra le ottime pubblicazioni delle Edizioni Mediterranee, ci si volesse confrontare per la prima volta, quali testi ti sentiresti di suggerire?

Meditazioni delle vette”, “Cavalcare la tigre” e la quarta edizione dell’autobiografia “Il cammino del cinabro”.

Per finire, ci potresti presentare rapidamente gli altri appuntamenti inseriti nel palinsesto di questa stagione?

Dopo Evola, il 14 febbraio è dedicato a  “Il mistero Fulcanelli” (relatori: M. Marra, A. Vianello e L. Marconi); il 28 febbraioV’è un pensiero che non è stato pensato”  serata su Massimo Scaligero (relatore: B. Melasecchi); chiudiamo il 14 marzo con “La visione di Sri Aurobindo” (relatrice P. De Paolis)

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