Fin qui tutto bene?
Regia: Cosimo Bosco
Con: Francesco Isasca, Maurizio Mattioli, Roberta Garzia, Marta Moschini, Antonio Apadula, Rita Funes, Gianni Parisi
Sceneggiatura: Cosimo Bosco, Emanuele Lanza
Fotografia: Maurizio Sala
Montaggio: Davide Tipaldi
Musiche: Gianni Maisto, Pino Tafuto
Info: Matteo, giovane e spensierato studente universitario appassionato di fotografia, ha due genitori ancora innamorati e felici ed una ragazza che gli piace cui non ha il coraggio di dichiararsi. L’arrivo della pandemia da Covid – 19 sconvolgerà la sua vita con una tragedia improvvisa che lo porterà sull’orlo dell’abisso.

Avevamo conosciuto – ed apprezzato – il cinema di Cosimo Bosco con il suo primo, spiazzante ed esilarante film Avanzers-Italian Superheroes, parodia degli eroi Marvel in versione nostrana; con Fin qui tutto bene?, il regista cambia totalmente registro, scrivendo e girando un inquietante e sentito dramma familiare al tempo della pandemia.
La pandemia da Covid 19 rappresenta un punto di svolta mondiale; nel 2020 l’uomo ha affrontato le sue paure più ataviche, incrementate da un mainstream terrorizzante, che ha minato la psiche ancor più di quanto la malattia abbia fatto sul corpo. I quotidiani bollettini di morte hanno abbassato le vibrazioni, spingendo i più fragili sull’orlo del baratro; stati d’ansia e crisi depressive hanno portato i più sensibili al punto di rottura, fino alla psicosi ed al gesto estremo del suicidio.
Con Fin qui tutto bene?, Bosco ci racconta, con dolorosa intensità, il dramma nascosto dietro l’emergenza sanitaria del 2020, le cui conseguenze sulla psiche si sentono ancora oggi.

Matteo (Francesco Isasca) è un giovane e spensierato studente universitario con un talento speciale per la fotografia; passa le serate con l’amico Gabriele (Antonio Apadula) e non ha il coraggio di dichiararsi a Lucia (Marta Moschini), di cui è innamorato. A lezione il professor Liriani (Simone Moretto) nota ed apprezza le sue foto e lo spinge a lavorarci seriamente; a casa, il padre, poliziotto in pensione (il bravo Maurizio Mattioli), e l’effervescente madre (Roberta Garzia) sono il fulcro dell’amore e dell’armonia familiare. Fino al febbraio 2020. L’incombere improvviso di questo pericolo sconosciuto, i continui martellamenti televisivi su morti e contagi, i lockdown, le mascherine, il mondo che sembra finire sotto le ondate di una pandemia inattesa ed inesorabile, rompono gli argini delle menti più fragili e sensibili. Vediamo la madre di Matteo diventare, giorno dopo giorno, sempre più ipocondriaca, fino al momento in cui la testa crolla definitivamente ed irrimediabilmente; la tragedia irrompe, terribile e definitiva, nella vita di Matteo, e niente sarà più lo stesso. Tormentato da sogni allucinatori ed improvvise, vere, allucinazioni, tra incubi sanguinolenti e visioni angoscianti, Matteo si troverà anche lui sull’orlo dell’abisso.

Fin qui tutto bene? descrive, dapprima con semplicità, poi con immagini potenti ed orrorifiche che scandagliano la mente di Matteo per portare alla luce il trauma irrisolto, la discesa verso gli inferi di una famiglia normale, stravolta non tanto dalla pandemia in sé quanto dalla gestione del terrore che se ne è fatta. Sono passati più di cinque anni da quel febbraio 2020 quando i primi allarmi hanno iniziato a trapelare dagli schermi televisivi; eppure, nonostante oggi la vita sembra tornata alla normalità, niente è più come prima. Il trauma che la nostra psiche ha subito in quei mesi, in quegli anni, prima quando la paura veniva amplificata dai media fino all’estremo e poi quando l’Italia si è trovata divisa in due da quella “tessera verde”, quel Green Pass senza alcun reale valore di tipo sanitario ma che ha tagliato fuori dalla vita sociale metà del Paese, è un qualcosa che la mente dovrà lentamente metabolizzare, per tornare ad una vita vera.
Il film di Bosco si incentra sul trauma della perdita, del lutto, conseguenza del crollo di una psiche messa a dura prova da una realtà senza più certezze, dove la falce della morte sembrava incombere come una spada di Damocle su chiunque; e sulla lenta e difficile rinascita del protagonista, precipitato in un inferno dantesco di sogni e visioni orripilanti, guidato infine alla luce dagli affetti più cari. Un plauso al cast, alla fotografia ed alle musiche, che insieme alla regia mai scontata di Bosco fanno di Fin qui tutto bene? un film ben riuscito, toccante nei contenuti ed originale nella forma, che arriva al cuore riportando alla memoria l’oscurità che tutto il mondo ha vissuto ma mostrando al contempo la luce della speranza e della vita che rinasce.
Michela Aloisi
