“Incontri ravvicinati di un altro tipo”: dopo Massimo Scaligero, in attesa di Sri Aurobindo

Tra un aperitivo teatral-culturale e l'altro, abbiamo avuto modo di approfondire la presenza in scena dello straordinario musicista Oscar Bonelli

.

La lotta più sfiancante su questa terra è quella contro la stupidità, propria e altrui“.

Con questa accorta citazione Elio Crifò aveva introdotto il penultimo appuntamento coi suoi “Incontri ravvicinati di un altro tipo”, edizione 2026, andato poi in scena al Bistrot del Teatro Quirino la sera del 28 febbraio. Il riferimento qui è al giornalista ed esoterista italiano, seguace dell’antroposofia, Massimo Scaligero.

Crifò aveva anche affermato che col pensiero di Scaligero si vola così alto da avere le vertigini, ammettendo di sguincio la difficoltà di portarne l’esperienza e la parabola umana sul palco, salvo poi riuscirci benissimo. L’incontro in questione è stato infatti tra i più apprezzati dal pubblico per la sensibilità e la profondità con cui è stato tratteggiato il personaggio, personaggio di cui l’attore ha avuto persino l’ardire di stravolgere un po’ le note caratteriali, come diligentemente annotato dal relatore successivamente chiamato in causa dalle Edizioni Mediterranee; ma entrambi (attore e relatore) hanno avuto buon gioco nell’avvicinare i presenti al concetto di “pensiero vivente” sapientemente messo a fuoco da Massimo Scaligero.

Nel corso della serata molto apprezzato, ancora una volta, è stato l’accompagnamento musicale del polistrumentista Oscar Bonelli. In appesa dell’ultimo appuntamento con questi aperitivi teatral-culturali, previsto perr il 14 marzo, gli abbiamo chiesto di presentarsi brevemente ai nostri lettori e – soprattutto – ai partecipanti all’evento.

Parla Oscar Bonelli: “Sono polistrumentista, performer, conduco laboratori di canto energetico e meditazione sul suono. Ho cominciato la mia ricerca musicale a 25 anni con l’approccio alla danza africana. Attraverso le percussioni ho rafforzato il contatto con Madre Terra, piantando le mie radici musicali, da cui ben presto mi sono lanciato verso una ricerca di toni più elevati e sottili. Il mio talento si esprime attraverso concerti in cui faccio suonare magicamente strumenti musicali che giungono da tutte le zone e le culture del mondo. Prvo a presentarvi questi stuementi, provenienti da ogni parte del mondo: duduk (Armenia), arpa birmana, ronzone maori, fujara (cecoslovacca), tamburi mediorientali, shakuhachi (monaci Zen in Giappone) e tanti altri.”

Approfondita in breve tale conoscenza, ricordiamo a tutti che l’ultimo appuntamento è in programma il 14 marzo, intorno alle 20, sempre al Bistrot del Teatro Quirino. E vedrà protagonista la peculiare visione di una figura di primo piano in Oriente: da leader dell’indipendenza indiana a esploratore dei confini della coscienza, Sri Aurobindo e il suo yoga integrale.

Ad introdurcelo come sempre Elo Crifò, stavolta in compagnia di Paola de Paolis!

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