Adattamento Pasquale Panella
Musice Riccardo Cocciante
Liriche Luc Plamondon
Teatro degli Arcimboldi, Milano, dal 26 febbraio al 15 marzo 2026

Ad oltre 20 anni dalla prima rappresentazione italiana, “Notre Dame de Paris”, nel suo adattamento italiano firmato Pasquale Panella, continua a far emozionare noi spettatori, trepidanti al pensiero di poter ascoltare le musiche del maestro Riccardo Cocciante e di poter assistere al corpo attoriale di questa edizione.
Nel 2026 vediamo sul palco nuovi e storici volti: Elhaida Dani da 10 anni circa interpreta la bellissima Esmeralda e esprime nel suo canto la voglia di una giovane donna di essere libera e la sofferenza di non sentirsi appartenere a Parigi, lontana dalla sua terra natia; accanto a lei Camilla Rinaldi, che per il 25esimo anniversario del tour italiano veste i panni di Fiordaliso e ne coglie a pieno le sfumature, dalla voce dolce ma decisa incarna perfettamente una donna perdutamente innamorata che non ha intenzione di rinunciare al proprio amante.

Queste nuove voci dimostrano il proprio valore, riempiono il palcoscenico, affiancate, per questa edizione, da grandi nomi storici come Gio di Tonno che ritorna ad interpretare il suo Quasimodo, è grottesco ma il pubblico prova pena per lui, è rozzo ma il suo amore per Esmeralda è genuino e in chi lo guarda scatena un sentimento di compassione grazie alla sua voce graffiata e confortevole insieme; nei panni di Frollo ritorna Vittorio Matteucci, i cui tratti somatici sono nel tempo diventati sempre più adatti al suo “prete innamorato”, è minaccioso, passionale, malvagio, eppure lo spettatore non riesce a disprezzarlo perché la sua voce risuona nel petto di chiunque e non facilmente viene scacciata.
Riconoscimento va anche al corpo di ballo, che in certi momenti quasi distrae dagli attori data la dinamicità e la bravura, un corpo che porta in scena breakdance, danza contemporanea e molte acrobazie risultando sempre perfettamente coeso ed espressivo, arrivando a sembrare il prolungamento fisico delle emozioni dei protagonisti.
Non si può ignorare la scenografia, i torrioni mobili, gli enormi gargoyle, le campane che fungono anche da elemento per acrobazie nella stupenda esibizione sulle note del brano “Le campane”, con Quasimodo protagonista; il palcoscenico respira e si muove insieme agli attori, quasi si ha difficoltà a coglierne ogni movimento, ma fa parte dell’esperienza, il rimanere sopraffatti da questo squarcio di mondo antico, di Francia quattrocentesca.

Non si può non rimanere colpiti dall’universo che si crea sul palcoscenico quando viene messo in scena “Notre Dame de Paris”, il respiro si trattiene e la suspense cresce anche se si conosce a memoria lo svolgimento dei fatti; non importa se lo si sta vedendo per la prima o per la centesima volta, questo musical continua ad attrarre e rapire il pubblico, dimostrandosi sempre attuale nel portare in scena emarginazione, amore, paura del “diverso”, ingiustizia e dolore con un grado tale di realismo da permettere allo spettatore di abbandonare il mondo reale ed entrare in quello rappresentato, quasi come fosse lui stesso l’occhio onnipresente della cattedrale di Notre Dame.
Rebecca Saccani
