Intervista a Francesco Forlani

E’ difficile definire Francesco Forlani e rinchiuderlo in un poche righe. Per il pubblico che lo segue da anni e che lo vede dal di fuori Francesco e’ un traduttore, uno scrittore, un poeta ma per chi lo incontra in contesto diverso, distaccandosi dal « personaggio » trova una persona accogliente che sa aprirsi e parlare di sé con semplicità e profondità allo stesso momento.
L’ultimo spettacolo di Francesco é stata una pièce dedicata a Raffaella Carrà. Non solo la cantante di successo ma la donna che ha saputo lasciare il segno forte in un momento storico, metà degli anni 70, e in un paese come la Spagna, che usciva dal franchismo e che si stava ricostruendo. Raffaella Carrà ha creato quel cono di luce e colore che in quel momento era quasi impensabile imponendosi come icona femminile.

D: Francesco, perché proprio Raffaella Carrà?
R: Al rientro da Saragozza dove per tre anni ho lavorato come professore di filosofia al Lycée Français Molière, decido di approfondire la storia di Raffaella Carrà perché mi rendo conto che in Francia non ha la stessa notorietà che in Italia e Spagna, dove invece é una vera diva, e trovo la sua esperienza e l’impatto che ha sul mondo del momento assolutamente attuale.

D: quindi é da qui che nasce l’esperienza di Rumore?
R: si, ho voluto mettere in scena insieme al regista marchigiano Andrea Fazzini la nascita di un’icona che riesce ad inserirsi in un contesto grigio, scandito dalle regole, che lentamente da’ forma alle sei versioni di sé stessa mentre il contesto a sua volta abbandona quelle regole e quel grigiore per riempirsi di colore lasciando andare la censura e la dittatura. Grazie al 100 rue de Charenton e a Italia in Rete, diretta da Patrizia Molteni questo progetto nato lo scorso settembre ha visto la luce.

Sono messe in scena le diverse sfaccettature della nostra Raffaella, dalla femme fatale alla giovanissima cantante da balera, da ribelle e ballerina. Per simboleggiare questo viaggio abbiamo creato un’ambientazione inizialmente cupa che poi esplode di colore e di musica. Il finale, a sorpresa, con un coup de théâtre si interroga anche sul concetto di convivialità che non è la festività eccessiva e obbligatoria.

Abbiamo la Sirena che fluttua nell’aria sul suo trapezio, interpretata da Kate Murray, una moderna Eva tentatrice Sara Novak, passando per una Raffaella ( Violetta Latte) che incarna tutte le donne della storia, da Elena di Troia, per Giovanna d’Arco fino a sfociare nella metamorfosi di Angela Davis, Marguerite Duras, Camille Claudel e per finire con Lady Gaga. La Raffaella prigioniera e incantatrice interpretata da Caterina Biasi, quella spagnola, Sofia Fernandez Riva e la giovanissima, come del resto l’attrice che la fa rivivere, Marilou Inglese. Il tutto accompagnato dal pianoforte da Luigi Cennamo e al sassofono da Poua Smikt.

D: Come hai riunito la troupe che ha poi dato vita allo spettacolo « Rumore »?
R: Gli artisti che compongono la Brigata Malatesta, che prende il nome dall’anarchico Errico Malatesta, sono originari di diversi paesi europei come l’Italia, il re di Spagna Riccardo Cavalitto è torinese, Francesca Rizzoni romana, Luigi Piscitelli come me di Caserta, la Francia con il nostro inquisitore cantante Olivier Fourcade, la Serbia, il Belgio, la regina Alix Willaert, la Spagna e il piccolo drappello di artisti napoletani, Giancarlo Hujo, Gennaro Pollaro, Pier Francesco Latte, rappresentano un’ampia gamma generazionale. Molte altre persone hanno contribuito a creare la giusta atmosfera, come Philippe Schlienger e Luigi Toni (Gin Tonic), e contributi alla drammaturgia e in particolare il monologo delle sirene del filosofo Gigi Spina. La forza di questa compagnia che grazie allo spettacolo è diventata una vera comunità, una famiglia, si trova nella diversità, sia dal punto di vista delle origini che dal punto di vista delle esperienze professionali e di vita. Tante professionalità incontrate in questi anni, amici, ma anche persone alla prima esperienza in teatro ed é proprio da questa eterogeneità che nasce la forza della pièce che prende il nome da una famosa canzone di Raffaella Carrà.

D: Quali sono i tuoi prossimi progetti?
R: per il momento sto promuovendo il mio ultimo libro « l’Amico Spagnolo » edito da Exorma, che ripercorre la storia di amicizia tra Errico Malatesta e il suo amico Pedro Esteve. Oltre a questo progetto letterario ci sono molti altri progetti personali come la prossima partenza per l’Egitto dove insegnerò filosofia e teatro al Lycée français di Alessandria.
La piécette Rumore é stata rappresentata con notevole successo a Parigi nel mese di luglio e ora stiamo riflettendo su prossimi progetti teatrali

Foto by Nicoletta Morolla

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