L’implacabile sguardo di Gennaro Duccilli in Caligola

In scena al teatro Ghione di Roma il capolavoro di Albert Camus, riadattato dalla compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra

Caligola – Damnatio Visionis
Teatro Ghione, Roma, 23-25 aprile
di: Albert Camus
adattamento: Gennaro Duccilli
regia: Gennaro Duccilli
Compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra
con: Gennaro Duccilli, Paolo Ricchi, Eleonora Mancini, Giordano Luci, Maurizio Castè, Natale Russo, Maria Angelica Duccilli, Fabrizio Rinaldi, Raffaello Micheli, Isabella De Cesaris, Ilenia Pierluigi, Arianna Fetahagic, Nour Ayari e Priscilla Menin

E’ andato in scena, dal 23 al 25 aprile, al teatro Ghione di Roma il capolavoro di Albert Camus, riadattato dalla compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra. La follia del violento imperatore, generata dall’ossessione per la perdita dell’amata sorella Drusilla, è una potente riflessione sull’assurdità dell’esistenza

Lo spettacolo “Caligola – Damnatio Visionis” genera molte domande. La crudeltà è biologica o frutto di una ferita trasformata in ribellione contro l’ordine delle cose? La ricerca della verità è positiva tout court o può portare, se assolutizzata, alla distruzione? La stupidità, quando si sente disprezzata, diventa omicida necessariamente? Chi uccide senza un motivo vuole rendere perfetta l’eterna solitudine o convertire in possibile ciò che non lo è? Vivere è il contrario di amare così come esercitare il potere è dare sfogo ad una sconfinata e dissennata libertà? La pièce del brillante scrittore è un viaggio onirico sulle rive del lago di Nemi in cui la dannazione è nello sguardo che cerca la luna, nel viso che nega la pena del cuore, nella logica che elimina le contraddizioni e chi le incarna, trasformando il sanguinario protagonista in un’icona tra mito e contemporaneità che resiste a ogni tentativo di damnatio memoriae. La lettura immersiva del Caligola teatrale ripropone il testo di Camus ma con una prospettiva filosofica e visiva, tesa a ritrovare quel vuoto in cui finalmente l’anima si placa in un’indifferenza salvifica.

Gennaro Duccilli, regista e interprete magistrale, nelle notti senza sonno in cui licenzia gli dei e rinuncia all’amore/odio degli umani, incontra il suo destino sclerotizzando la follia nella maschera di un atto estremo di conoscenza. Cherea, uno del suo entourage, gli confessa in un momento rivelatorio: “In te non c’è niente da amare. Ti reputo dannoso e crudele, egoista e vanitoso, ma non posso odiarti perché non ti credo felice e non posso disprezzarti perché so che non sei vile”. A esaltare il lavoro di Duccilli c’è un cast d’eccezione: Paolo Ricchi, Eleonora Mancini, Giordano Luci, Maurizio Castè, Natale Russo, Maria Angelica Duccilli, Fabrizio Rinaldi, Raffaello Micheli, Isabella De Cesaris, Ilenia Pierluigi, Arianna Fetahagic, Nour Ayari e Priscilla Menin. L’autore delle scene è Sergio Gotti, mentre le luci che enfatizzano la narrazione disturbante sono costruite da Antonio Accardo. I costumi, che ben delineano l’identità estetica dei personaggi, sono affidati a Martine Aloise. Il responsabile del sound design è Giulio Duccilli mentre i dipinti dell’artista Gianfranco Neri, rielaborati a cura di Luca Aldo Rondoni, amplificano la dimensione simbolica dell’allestimento in cui l’oblio abdica alla potenza delle immagini.

Erika Eramo

Foto: Stefania Valletta

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