Lupin III – La stirpe immortale

A breve nelle sale le nuove avventure del più famoso tra i ladri, nel mondo intanto... ben altre ruberie!

Il ladro più famoso del mondo è tornato. Oddio, oggigiorno le cronache ci mettono al corrente di ben altri “furti”. Speriamo quindi che la fama di Lupin III, complici le regalie dell’Unione Europea ai golpisti di Kiev, non venga oscurata prima o poi da quella di certi “banderisti” presenti alla corte di Zelensky; proprio quelli, tra ministri e traffichini vari, che con autentici colpi di prestigio riescono a trasformare i fondi elargiti dall’Occidente (o Uccidente, per dirla alla Fusaro) all’Ucraina in bidet, water e lavandini d’oro, come la cronaca delle ultime settimane insegna.

Perdonateci queste facezie. Senza un po’ di satira, la realtà che al momento ci circonda potrebbe apparire insostenibile. A renderla più “digeribile” serve però anche un po’ di sana evasione: un qualcosa che di sicuro potrà assicurare ai tanti appassionati di animazione giapponese Lupin III – La stirpe immortale, in sala dall’11 dicembre.

All’anteprima stampa ci si è recati incuriositi – e neanche poco – da questa stringata sinossi: “Quando viene a sapere di un leggendario tesoro, nascosto su un’isola che non compare su alcuna mappa, Lupin progetta un nuovo colpo impossibile. Giunto sull’isola spettrale, ad accoglierlo è una nube di veleno letale sprigionata da Muom, essere immortale che sogna di rifondare il mondo dalle sue ceneri. Accompagnato dagli inseparabili Jigen, Goemon e Fujiko, il ladro leggendario ha sole 24 ore per sopravvivere, ma come si sconfigge un nemico che non può morire?”

Ciò che ci siamo trovati di fronte è un lungometraggio che omaggia il mito di Lupin III in tutti i modi possibili, costruendovi intorno un racconto dall’ampio respiro cinematografico, dalle coloriture “pulp” persino più marcate del solito, curatissimo a livello formale e finanche apocalittico nel taglio dato alla sfida col villain (o volendo coi villain, se si vuole includere nell’elenco il pittoresco quanto letale entourage del potentissimo Muom) di turno, il cui corpo è addirittura capace di rigenerarsi dopo i colpi apparentemente mortali assestati dal nemico.

Trattasi del resto dell’ultimo capitolo del così compatto universo narrativo allestito dall’illustratore e regista giapponese Takeshi Koike, intorno al celebre personaggio creato negli anni ’60 da Monkey Punch. La saga in questione ha avuto inizio nel 2014 con l’avvincente Lupin the IIIrd – La lapide di Jigen Daisuke, che abbiamo avuto la fortuna di scoprire subito grazie alla premiere italiana, avvenuta a Bologna nel corso del Future Film Festival. Poi sono venute altre storie, tutte incentrate su formidabili antagonisti toccati in sorte di volta in volta non solo al testé menzionato Jigen ma anche a Lupin, a Goemon e a Fujiko, con l’ostinato Ispettore Zenigata sempre pronto a sparigliare le carte.

Non è un caso, quindi, che Lupin III – La stirpe immortale si apra con una sorta di “riassunto delle puntate precedenti”, atto a far sentire meno spaesato il neofita di questo nuovo ciclo, ma anche parecchio divertente da seguire. Parimenti notevoli i titoli di testa e di coda, con quel loro retrogusto “bondiano” a certificare allo spettatore che dovrà fare i conti con un’avventura decisamente estrema e molto, molto adrenalinica. Oltretutto tale prologo è già indice di come tutto il film sia girato ad alti livelli. A partire da quell’animazione che ha nei fondali un elemento di spicco: il terreno di battaglia è infatti quell’isola misteriosa, modellata sul topos del classico “mondo perduto”, dove Lupin e tutti i suoi amici (assieme al nemico/amico Zenigata) sono stati attirati in trappola. Sgargianti scenografie e immaginifiche trovate rendono così incredibilmente pepata una vicenda che ha peraltro un forte timbro “antologico”, se si considera che oltre a quel Muom dai poteri sovrumani i nostri eroi si troveranno di fronte alcuni dei loro più recenti avversari, ugualmente impegnati in una spietata lotta per la sopravvivenza. Ma l’astuzia di Lupin, siamo certi di non “spoilerare” se ora la mettiamo in rilevo, sarà ancora una volta la carta decisiva, vincente, quella in grado di far affrontare all’intera banda uno dei pericoli più grossi fronteggiati finora senza soccombere alle tante trappole disseminate sull’isola da un’entità, la cui stessa storia ha qualcosa di incredibile e fuori dal comune.

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