Il Museo del Genio rende omaggio a uno dei grandi maestri della fotografia francese del secondo dopoguerra, un autore che ha contribuito a plasmare l’immaginario collettivo con le sue immagini della vita parigina, dei suoi abitanti e delle loro abitudini quotidiane.
Nato nel 1912, Doisneau si avvicina alla fotografia poco più che ventenne, specializzandosi nei reportage per il quotidiano Excelsior. Dopo un periodo nella fotografia industriale, trova la sua vera vocazione nella fotografia umanista, ambito in cui diventa un’icona assoluta. Con il suo obiettivo racconta una Parigi in bianco e nero fatta di caffè, strade affollate e quartieri popolari, restituendo un mondo sospeso tra poesia e ironia.
Il suo sguardo, al tempo stesso tenero e arguto, gli permette di trasformare scene apparentemente banali in piccoli quadri di vita, grazie a una sensibilità quasi pittorica. Tra i suoi scatti più celebri spicca Il bacio all’Hôtel de Ville, immagine simbolo dell’amore parigino, al centro di una sezione ampia e curata della mostra.
Proprio questo scatto fu al centro di una controversia all’inizio degli anni ’90, quando alcune coppie rivendicarono di esserne i protagonisti. La vicenda rivelò che non si trattava di un bacio “rubato” nella Parigi degli anni Cinquanta, ma di una scena posata. Più che la causa legale, fu il dibattito pubblico a scuotere l’opinione comune, mettendo in discussione la capacità del fotografo di cogliere momenti autentici nella frenesia urbana. Paradossalmente, la polemica non offuscò la fama di Doisneau, rese anzi lo scatto ancora più iconico, evidenziando la sottile frontiera tra realtà e messa in scena, un tema oggi più attuale che mai.
La mostra non si limita al celebre bacio, propone anche una selezione di scatti a colori e una sezione dedicata alle sue cartoline d’auguri, realizzate negli anni Sessanta, ironiche e sorprendenti nella loro semplicità.
Questa retrospettiva al Museo del Genio segue quella presentata lo scorso anno a Parigi, che celebrava la gloria nazionale di Doisneau. L’esposizione attuale amplia quella visione, riportando alla luce il suo lavoro a colori, spesso oscurato dalla potenza evocativa delle immagini in bianco e nero che hanno fatto innamorare il grande pubblico dell’atmosfera romantica della capitale francese.
Museo del Genio
Roma, Lungotevere della Vittoria 31
Autobus 280, 301, 495, 628, 69. Metro A stazione Lepanto







