PREMIO SERGIO AMIDEI e ARTE CONTEMPORANEA

Nova Goriza/Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025 inaugura la scultura mosaico "La Donna Vitruviana" di Francesca Chialà

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Nova Gorica/Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025 inaugura la scultura mosaico “La Donna Vitruviana” di Francesca Chialà con due Performance di Body Art per la Pace il 16 e il 18 luglio a Piazza della Transalpina.

Mercoledì 16 luglio alle ore 9,30, nel cuore simbolico di GO! 2025 – Capitale Europea della Cultura, Piazza della Transalpina, teatro della storica riunificazione tra Gorizia e Nova Gorica, sarà inaugurata dal Sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, la scultura-mosaico “La Donna Vitruviana” dell’artista, performer, regista e sociologa Francesca Chialà che coinvolgerà tantissimi bambini in una spettacolare Performance di Body Art per promuovere la Pace e la salvezza del Pianeta.

Attorno al cerchio mosaico di pietra posato al posto del muro abbattuto nel 2004 e simbolo della nuova Europa – la Chialà disporrà nell’atto performativo quattro grandi tele di 40 metri, dando forma ad un enorme quadrato. Stimolati dalla musica, i bambini dipingeranno con mani e piedi le lunghe Tele della Pace, trasformandole in opere collettive, attraverso il gesto del corpo e il colore. Un’azione partecipativa che rievoca i due simboli geometrici di Leonardo, il cerchio e il quadrato, che incorniciano anche la scultura mosaico “La Donna Vitruviana”: il cerchio, simbolo del cielo e della perfezione spirituale, e il quadrato, immagine della terra da proteggere e custodire. Nell’armonia tra queste due forme si compie il senso profondo della Performance: radicarsi nella realtà per tendere verso l’ideale, unire i corpi e i cuori per costruire un futuro di Pace, proprio dove un tempo esisteva una barriera. “La Donna Vitruviana” resterà fino a dicembre 2025 in Piazza Transalpina, come simbolo permanente di unione tra popoli, dialogo tra culture e impegno concreto per la sostenibilità. Realizzata in vetro e foglie d’oro e inserita in un cerchio e un quadrato di metallo, la scultura mosaico è composta da un uomo e una donna in equilibrio nella posizione dell’albero nello Yoga, simbolo di armonia tra maschile e femminile, tra Oriente e Occidente, tra scienza e spiritualità. Inaugurata all’Arsenale di Venezia durante la Biennale d’Arte 2024, l’opera lancia un forte appello alla salvezza del Pianeta e alla promozione della Pace, in linea con i valori e i contenuti di GO! 2025.

Il progetto è promosso dal Comune di Gorizia, in collaborazione con il Premio “Sergio Amidei”, e il supporto organizzativo del GECT GO.

L’evento vedrà la partecipazione di alcuni  degli ospiti del Premio Amidei, creando un ponte tra arti visive e cinematografiche all’interno del programma transfrontaliero di GO! 2025.

Nelle due Performance di Body Art del 16 e 18 luglio verranno utilizzati i 7 colori della Pace, come simbolo universale di armonia e speranza. Un gesto artistico e collettivo che vuole onorare la memoria dei troppi bambini coinvolti nei teatri di guerra nel mondo, con un pensiero speciale rivolto ai bambini di Gaza e a tutte le giovani vite segnate dai conflitti. L’arte si fa così voce silenziosa e potente per ribadire il diritto all’infanzia, alla pace e alla bellezza, ovunque nel mondo.

Il legame tra la Donna Vitruviana della Chialà e la poetica di Ozpetek è profondo, in particolare nel suo ultimo film “Diamanti”: entrambe le opere celebrano l’equilibrio tra i poli opposti dell’essere umano, la delicatezza delle relazioni, la riconciliazione tra anima e corpo. In modo ancor più simbolico, questo dialogo si rafforza attraverso le radici turche di Ozpetek, regista nato a Istanbul e cresciuto artisticamente in Italia, figura-ponte tra Europa occidentale e orientale. Proprio a Gorizia, città simbolo del confine che ha diviso a lungo l’Europa, la Performance sottolinea questa doppia identità, valorizzando il superamento delle divisioni e la costruzione di un dialogo aperto e inclusivo.

Così, nella piazza che un tempo fu muro e ora è ponte, l’arte si fa gesto condiviso, azione di pace e dialogo tra culture, affidando ai bambini il compito di indicare una nuova via, capace di tenere insieme identità diverse, generazioni e visioni del mondo.

Il collegamento tra arte contemporanea e cinema è insito nel percorso artistico della Chialà che ha fondato La FESTA delle 7 ARTI, il movimento che unisce in modo innovativo e performativo le diverse discipline artistiche per stimolare l’impegno civile e culturale. Creato per promuovere i Diritti Umani e Ambientali, il movimento fonde in chiave performativa arti visive, musica, danza, cinema, teatro, poesia e perfino lo sport, trasformando ogni Performance in un’azione collettiva che restituisce all’arte la sua funzione sociale. Ogni suo atto performativo, installazione o scultura è un rituale collettivo. Per la Chialà l’arte non è semplice rappresentazione ma presenza attiva, capace di incidere sul reale. Va vissuta, si attraversa, si abita e il confine tra artista e spettatore si dissolve. I suoi progetti sono spazi di cura e mobilitazione: la comunità è parte integrante dell’opera. Propone la gioia come resistenza, una forma di Attivismo con la forza generativa delle arti intrecciate tra loro, eliminando qualsiasi barriera. Un’Arte che si potrebbe definire “Transfrontaliera”.

La scultura mosaico “La Donna Vitruviana” ha un profondo e articolato messaggio: solo le donne e gli uomini insieme potranno salvare il Pianeta se capaci di armonizzare la propria parte femminile e maschile, Animus e Anima come li chiamava Jung. L’immagine dell’uomo, creata unendo il corpo di una persona al volto tratto dal celebre disegno di Leonardo e trasformata in mosaico dai maestri di Spilimbergo, è stata realizzata con l’intelligenza artificiale generativa per sottolineare che, senza la ricerca scientifica al servizio dell’ambiente e dell’ecosistema marino, non potremo bloccare il riscaldamento globale.

“Gorizia è un luogo di pace, da cui oggi parte un forte messaggio di amicizia e di collaborazione grazie a GO! 2025, anche attraverso le molteplici forme rappresentate dall’arte. Ben venga quindi nello spirito della Capitale europea della cultura qualsiasi strumento foriero di pace: per quanto piccolo, il nostro territorio è un laboratorio oltre che una testimonianza concreta di pace”, rimarca il sindaco, Rodolfo Ziberna.

«Il Programma della Capitale Europea della Cultura sarà arricchito da un’opera importante e preziosa: la scultura mosaico “La Donna Vitruviana dell’artista Francesca Chialà”, sostiene l’Assessore alla Cultura del Comune di Gorizia Fabrizio Oreti che aggiunge: «il progetto coinvolgerà bambini, giovani, artisti e realtà culturali del territorio, integrandosi con il Premio Amidei. Queste attività ci offriranno una grande visibilità sia a livello nazionale sia internazionale, valorizzando la ricchezza culturale e artistica della nostra terra e della collaborazione con la Slovenia, in piena sintonia con il tema di GO! 2025 come Capitale Europea della Cultura transfrontaliera. Mi complimento con Francesca Chialà, grazie alla quale siamo riusciti a realizzare un’iniziativa senza precedenti in un luogo simbolico, che rappresenta al meglio la nostra visione nel cuore dell’Europa.»

Da parte sua la Chialà aggiunge: “Ringrazio il sindaco Ziberna, l’assessore Oreti, tutte le straordinarie persone del Comune di Gorizia e del GECT che mi hanno aiutato a semplificare l’organizzazione di questo complesso progetto. Ringrazio i diversi centri estivi coinvolti e il meraviglioso team del Premio Amidei, con il suo direttore Giuseppe Longo, per la generosa accoglienza. La Donna Vitruviana è parte viva del mio cammino, intrecciato con la mia visione di arte come rito collettivo, come atto politico e spirituale. Sogno un’arte che stia nelle piazze, nei corpi, nelle relazioni e appartenga a tutti. Il mio pensiero va a Gaza, all’Ucraina, alle troppe guerre dimenticate nel mondo. Nelle due performance di Body Art, ogni bambino che dipinge con il proprio corpo, ogni mano che tende l’altra, è un piccolo atto di pace. “La Donna Vitruviana” non è una risposta, ma una domanda aperta. E forse proprio per questo, necessaria”.

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