Nino è un giovane autore smarrito. Sembra aver perso la voglia di vivere e di scrivere. Accartoccia fogli su cui ha preso appunti. Accartoccia la propria vita, in realtà. Non ha più punti di riferimento. Si sente deluso. Smarrito.
Una notte, si apre una soglia. Un varco che unisce il mondo visibile a quello invisibile. Da quella luce emerge Luigi Pirandello, presenza lieve, come un pensiero che attraversa la materia. «Noi morti e voi vivi coesistiamo, Nino. Sotto altre frequenze, altre vibrazioni… Te ne accorgerai e ti stupirai!»
In quello spazio sospeso, Pirandello, ci mostra la nostra anima, intatta e luminosa. Ancora capace di amare e creare, anche se nascosta sotto mille paure. È lì che Nino ritrova la sua lanterna magica, la scintilla segreta dell’arte e il ricordo di Sara, amore perduto che continua a vibrare dentro di lui come una luce che non si spegne.
«Il tempo… Che cos’è il tempo?» — sussurra Pirandello. E Nino, finalmente, alza lo sguardo oltre il tetto e scopre che il cielo era sempre stato lì, a ispirarlo assieme alle stelle.

