Shakespeare in Rome

Dopo il successo di maggio al Cantiere Teatrale, lo spettacolo scritto e diretto da Alessia Caldarone tornerà in scena a luglio, in una nuove versione, presso Aquile Romane




Tanti sono gli spettacoli di tema “shakespeariano” che vengono messi in scena ogni anno. Il “Bardo di Stratford-upon-Avon” (o più probabilmente di origini siciliane, come viene suggerito in base alle ricerche di svariati studiosi in Was Shakespeare English?, bel documentario realizzato dalla cineasta russa Alicia Maksimova) non cessa di ispirare anche drammaturghi contemporanei, col carattere universale e la qualità immensa delle sue opere. Che il vero nome fosse o meno quello di un nobile messinese in esilio, Michelangelo Florio, molto originale e intrigante ci è parso il punto di vista sulla sua opera espresso nello spettacolo scritto e diretto da Alessia Caldarone, Shakespeare in Rome. Messo in scena già qualche settimana fa presso Il Cantiere Teatrale, aveva saputo emozionare il pubblico capitolino sabato 17 e domenica 18 maggio, data in cui lo abbiamo intercettato noialtri. E a breve tornerà nuovamente in scena, sempre a Roma, ma di questo parleremo più avanti.

Spettacolo corale, Shakespeare in Rome dispone dinamicamente sul palco diversi interpreti, in modo da far emergere da una prospettiva insolita, non omologata, il rapporto del Bardo con l’universo femminile. O meglio, nella primissima parte è lo stesso Shakespeare, energicamente impersonato da Nicola Corrarello, a porsi in discussione, a dialogare con una serie di altre figure, tra cui spicca il classico “fool” interpretato invece con piglio ludico e comunque appassionato da Michela Aloisi. Mentre spetta a un secondo personaggio maschile, Antonio Straffalaci l’interprete, un’interazione differente col protagonista, interazione che contempla alcuni affascinanti momenti di scherma storica.

Il nucleo della rappresentazione però è altrove: che si tratti di rielaborazioni dell’Otello o del Macbeth, sono i dilemmi esistenziali, filosofici e comportamentali introdotti dalle donne (o dalle presenze stregonesche) qui evocate, a tenere banco. Alessandra Armanni, Aurora Busulla, Paola Camilloni, Rosanna Cesaretti, Diletta DiNizio, Mariaelena Pagano, Maria Ranucci e la stessa autrice dello spettacolo, Alessia Caldarone, si alternano in scena alludendo al “corpus scespiriano” in modo talora enigmatico, talora intimistico, talora fortemente misterico e immersivo. Se ci è concesso muovere un appunto alla struttura dell’opera, potremmo giusto sottolineare che all’incisività della stessa avrebbe giovato una presenza più stabile in scena dell’attore che interpreta Shakespeare, presenza purtroppo totalmente sacrificata nella seconda parte della pièce.

Comunque, vedremo ora quali aggiustamenti sono stati portati all’interessante opera teatrale, dato che con meno interpreti in scena e una “formula estiva” più snella, incalzante, presentata per l’occasione come “Pillole di teatro a cura della compagnia filodrammatica Quintessenza Teatro”, Shakespeare in Rome tornerà in scena, sempre nella capitale, domenica 5 luglio ore 18.30 presso Aquile Romane (Via Clarice Tartufari 161). Da segnalare ilwelcome drink alle 18 e la stuzzicante “apericena sotto le stelle” a spettacolo concluso. Menzione speciale, infine, per Maurizio Giglio, approdato nel “team scespiriano” dopo essersi fatto conoscere a Roma in apprezzatissime serate di cabaret estand-up comedy.

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