TAGLIO LETALE di Patricia Cornwell

Autore: Patricia Cornwell
Editore: Mondadori
Pagine: 352

Trama: Alle prime luci della mattina di Natale, l’anatomopatologa Kay Scarpetta riceve una telefonata agghiacciante: lo Squartatore Fantasma, il serial killer che da mesi semina il terrore nella Virginia settentrionale, ha colpito di nuovo. Il suo modus operandi è tanto crudele quanto meticoloso: grazie a una sofisticatissima tecnologia, riesce a introdursi nelle case delle vittime e spiare ogni loro movimento senza lasciar traccia. E poi, nei momenti che precedono l’omicidio, si manifesta puntuale un inquietante ologramma, simile a un fantasma, preludio a una morte certa. Scarpetta viene convocata a Mercy Island, sede di un noto ospedale psichiatrico, dove una persona è stata brutalmente uccisa. Quando emergono sconcertanti legami con il suo passato, diventa chiaro che anche lei è in pericolo. Patricia Cornwell intreccia magistralmente scienza forense, tensione psicologica e tecnologia di ultima generazione in una nuova indagine ad altissimo rischio, sospesa tra il mondo reale e quello dei fantasmi: un confine sottile e pericoloso che solo Kay Scarpetta può tentare di attraversare.

Ventinovesimo capitolo della saga sull’anatomopatologa forense forse più famosa al mondo.

La storia vede come sempre al centro dell’indagine la ormai consolidata e iconica squadra di detective/tecnici/medici che ormai conosciamo quasi come persone di famiglia.

Come sempre c’è un’indagine in corso e questa volta il caso iniziale di Rowdy O’Leary, un anonimo programmatore informatico apparentemente vittima di infarto mentre pescava di notte in solitaria, recuperato dopo giorni nelle acque del Potomac, si intreccia con una storia ben più inquietante che toglie il sonno e la tranquillità agli abitanti della Northern Virginia, ossia lo Squartatore Fantasma, serial killer tecnologico che disabilita le reti Wi-Fi delle vittime, proietta in casa un ologramma spettrale – un “fantasma” dagli occhi rossi armato di coltello – e poi entra davvero nelle case delle vittime, senza lasciare tracce, per massacrare donne sole nei loro letti, e tutto questo apparentemente senza un filo logico; questa volta la vittima è una vecchia conoscenza di Key Scarpetta, una psichiatra forense che ha acquistato una cappella poi trasformata in villino, all’interno dell’ospedale psichiatrico Mercy Island, ospedale dal passato non proprio cristallino.

Le indagini si svolgono come sempre con l’aiuto di Benton Wesley, profiler dello U.S. Secret Service nonché marito della protagonista, con l’investigatore Pete Marino e con la nipote hacker Lucy.

In questo caso si intrecciano segreti di famiglia, tecnologia all’avanguardia vecchi scheletri nell’armadio del sistema psichiatrico e paure antiche e moderne che fanno riflettere come la tecnologia possa essere usata in modo distorto per ottenere informazioni illecite o peggio ancora adoperarsi come uno stalker invisibile quanto dannoso.

La storia scorre veloce e pian piano i tasselli compongono un puzzle inquietante, fatto non solo di segreti di famiglia ma anche di pressioni da parte di potenti e ricchi personaggi politici, di verità nascoste, di false ricchezze di facciata e di tecnologia all’avanguardia usata non sempre in modo lecito anche se creata con le migliori intenzioni.

Interessante anche l’interazione dei personaggi tra loro (reali e non), delle loro vicende personali, mi riferisco a Marino e alla sua travagliata vita coniugale e all’avatar AI Janet, che si intromette nella vita privata e professionale di Kay Scarpetta a volte sortendo effetti quasi disastrosi.

Nel complesso è una bella storia, ben scritta, che scorre bene e non annoia mai; l’unico appunto che mi sento di fare è sul finale, che sembra scritto frettolosamente senza delineare approfonditamente l’assassino e senza indagare troppo sulle motivazioni psicologiche della sua escalation di folle violenza.

Anche la situazione fortuita in cui si svela la vera natura del killer e si procede alla sua cattura lascia piuttosto perplesso il lettore con molti interrogativi sospesi, come se il finale non sia stato preparato accuratamente come tutto il resto del romanzo.

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