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Natale appena passato, nuovo anno alle porte; nell’ultima domenica di un 2025 per varie ragioni già molto difficile era andato in scena, con incredibile, rara energia, un ensemble artistico di grande valore, in grado di scaldare i cuori di tutti gli spettatori convenuti all’Auditorium Pierluigi di Palestina: la voce narrante di Anna Maria Achilli, attrice, regista, coreografa, doppiatrice e tanto altro ancora, si alternava lieve alle note del Quartetto d’archi Pessoa, per raccontare Le Voci dell’Anima – La speranza e l’universo femminile tra musica, cinema e parole.
Oggi Anna Maria non c’è più e la notizia della sua improvvisa scomparsa ci ha lasciati attoniti, amareggiati, completamente persi. Ma con un’eredità a livello di calore umano e di passione artistica che sarebbe davvero sciocco non custodire gelosamente nel profondo del cuore e non sforzarsi poi di portare avanti, per quanto sarà umanamente possibile. E così abbiamo deciso di ripartire proprio dai ricordi di quella serata, provando a riprenderne il filo sulla scia di emozioni e memorie isolate…

Un palco, un leggio, cinque sedie, uno schermo: la Achilli racconta, lo schermo mostra le immagini, il Quartetto lascia volare le note, alchimia studiata ed emozionante, una fusione artistica impeccabile ed appassionante che ha incantato la platea dell’auditorium. Una breve introduzione della narratrice ha sciolto le trecce ai cavalli musicali, accompagnandoli brano dopo brano lungo un viaggio che ha dedicato la prima parte al cinema e alle colonne sonore di Ennio Morricone ed una seconda alla donna e alle musiche di Astor Piazzolla. Un viaggio nelle emozioni e nel grande cinema, dal western di C’era una volta il west e Il buono, il brutto, il cattivo al cult C’era una volta in America, da Nuovo Cinema Paradiso a Mission, dalla Leggenda del Pianista sull’oceano a Malena, che il raffinato quartetto d’Archi, composto da Marco Quaranta e Rita Gucci (violini), Achille Taddeo (viola), Marco Simonacci (violoncello), esegue con perizia e passione, in un avvicendamento senza soluzione di continuità con la narratrice, di cui, per inciso, Achille Taddeo col suo piglio ironico e sempre accogliente è stato anche il felice, amorevole, appassionato consorte. Dal cinema al tango di Piazzolla, la figura della donna diventa centrale, portatrice di amore e bellezza ma anche di speranza e libertà; mentre le note del Quartetto diventano ancor più vibranti, penetrando dentro ogni cellula dello spettatore, trasportandolo in una milonga del cuore.
Una peculiare collaborazione artistica, la loro, un ensemble esclusivo e coinvolgente per dar vita a spettacoli configurati quale omaggio a tutte le arti, dal teatro al cinema, dalla musica alla danza, in un unicum straordinario che ci aveva permesso di concludere con un’emozione il 2025, orientati col cuore aperto verso il nuovo anno in arrivo.

Anna Maria Achilli fisicamente non è più tra noi, ma in spirito sì, per cui l’augurio è che quel tesoro fatto di spettacoli già rappresentati, cortometraggi per il cinema e progetti multimediali comunque avviati cui si potrebbe ancora rendere omaggio, non vada disperso.
Solo per dare il buon esempio e rafforzare la memoria, vogliamo riportare qualche stralcio dei testi declamati da Anna Maria, tra un brano musicale e l’altro, durante Le Voci dell’Anima, ulteriore testimonianza del suo sincero, profondo afflato umanista: “Ci sono uomini che usano le loro armi per far sentire la loro voce, ma ce ne sono altri che si rivolgono al mondo con un linguaggio diverso: la poesia delle note musicali. Ma a volte anche la musica, con le sue illusioni, può essere tiranna, e imprigionare con le sue melodie la vita di un essere umano. Tanto da non fargli pensare a un futuro diverso da quello vissuto a bordo di una nave. Tanto da non fargli assaporare le esperienze forti della vita. Tanto da non fargli vivere l’amore, fino a diventare autolesionista. Ma la musica che lo rappresenta è colma d’amore, di passione e di speranza.“

Questa era l’intro così vibrante che lei ha composto per La leggenda del pianista sull’oceano, nella parte dello spettacolo dedicata principalmente alle colonne sonore. E più avanti, al momento di introdurre il tango, Astor Piazzolla, lo struggente dolore delle Madri di Plaza de Mayo, queste sentite parole, cui anche noi vogliamo affidare la chiusura del nostro piccolo tributo ad Anna Maria, al suo più recente spettacolo e agli straordinari compagni di viaggio del Quartetto Pessoa: “...le madri dei desaparecidos sono ancora oggi la testimonianza della forza morale e spirituale delle donne, che si è contrapposta a un regime che ha fatto della violenza uno strumento di soppressione, passato alla Storia come uno dei peggiori crimini contro l’umanità. Queste sono le donne a cui è dedicato questo spettacolo, che nella loro natura di procreatrici della vita e di allevatrici delle future generazioni hanno saputo gettare il seme della speranza nella società contemporanea: le Voci dell’Anima, donne forti e determinate a lottare per sconfiggere il male, nella speranza di un futuro migliore del nostro mondo”.
Michela Aloisi e Stefano Coccia

