Parigi riscopre il genio di Gianni Versace attraverso una grande retrospettiva che racconta non soltanto uno stilista, ma un fenomeno culturale che ha segnato la fine del XX secolo.
Il Museo Maillol mette all’onore il genio creativo di Gianni Versace in una retrospettiva dove la moda si mescola con l’arte e la rende immortale.
Questa retrospettiva porta il visitatore nel cuore di un universo fatto di moda, lusso, opulenza e mitologia. Nelle sale sono presentati circa 450 pezzi originali tra abiti, accessori, fotografie e documenti di varia natura che fanno parte dell’archivio della maison e che ripercorrono la carriera dello stilista calabrese. In realtà racchiudere Gianni Versace in una sola parola “stilista”, é riduttivo. Lui non era solo un creatore di moda ma il creatore di una visione, di un’immagine che prometteva stile e lusso e che definiva chi indossava le sue creazioni.
Entrando nelle sale del museo, si viene immediatamente colpiti dalla forza visiva delle opere. Oro, stampe barocche, colori accesi e silhouette sensuali compongono un linguaggio estetico immediatamente riconoscibile. Versace non cercava la discrezione. Al contrario, trasformava ogni abito in una dichiarazione, ogni passerella in uno spettacolo e ogni persona che indossava i suoi abiti in un’icona di stile.
Una delle sale é dedicata alle radici mediterranee dello stilista, al suo legame con la Magna Gregia che si ritrova nelle radici del sud dell’Italia. I ricami e le stampe che riproducono la medusa hanno caratterizzato un’epoca e sono diventate il simbolo della Maison testimoniando il legame tra passato e futuro.
Un altro elemento riconoscibile nelle creazioni é il movimento architetturale. Le linee rigorose di alcuni modelli, insieme alla costruzione quasi scultorea degli abiti, rivelano una concezione dello spazio e del volume che supera il semplice ambito sartoriale. Il tessuto non diventa abito ma opera architettonica che ricopre un corpo esaltandone le forme.
Continuando ad addentrarsi nelle sale si possono vedere le creazioni associate alle modelle, attrici, attori, cantanti che le hanno indossate e si torna subito a quegli anni di fine 1900 e a cosa rappresentano ancora oggi. La memoria va subito alle super top model che hanno sfilato per lui e che hanno messo in valore tutto il suo estro e la sua creatività.
Nomi come Naomi Campbell, Cindy Crawford, Claudia Schiffer e Kate Moss ci riportano a un’epoca gloriosa in cui la moda dominava la cultura pop e le modelle erano le assolute prime donne.
All’interno della mostra si puo’ vedere la ricostruzione dell’atelier del designer dove sono presenti schizzi, fotografie che mostrano come il percorso creativo portava alla realizzazione delle sue creazioni che hanno cambiato il modo di essere percepiti e di fare moda.
Al di là dell’aspetto puramente materiale questa mostra pone la luce sull’uomo e sulle sue visioni, sulle sue idee che hanno precorso i tempi e hanno mostrato come l’immagine possa essere potente e possa diventare un linguaggio universale.
Oggi, a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, il suo universo continua a influenzare designer, fotografi e artisti.
Con questa mostra non si celebra un marchio prestigioso ma un uomo che con la sua audacia ha saputo lasciare un segno indelebile nel mondo e nelle persone che hanno saputo inTerpretare la sua moda e farla loro.
Musee Maillol
59-61 Rue de Grenelle, 75007 Paris
Metro linea 4 stazione Saint Sulpice, linea 12 stazione Rue du Bac





