E’ CHIARA O NON E’ CHIARA?

intervista ad Alessandra Dall'Olio imitatrice, attrice e cantante

Navigando in internet e sulle piattaforme social non è difficile imbattersi in una Chiara Ferragni dai capelli neri la cui voce, chiudendo gli occhi, è identica a quella originale tanto da non riuscire a distinguere l’una dall’altra. Si tratta ovviamente di una brava imitatrice Alessandra Dall’Olio che abbiamo contattato ed intervistato ma prima è doveroso presentarla ai nostri affezionati lettori, evidenziando la sua corposa preparazione artistica. Alessandra si avvicina giovanissima alla recitazione, frequentando il “Cantiere Teatrale Adriatico” di Pescara e successivamente si trasferisce a Milano presso “il Centro Teatro Attivo”, noto anche per essere stato una tappa della formazione dei famosissimi comici “Ale e Franz”. Tre anni fa arriva a Roma e per affinare lo studio della recitazione partecipa ai corsi presso la “bottega dell’attore” e “Movimento Comico” ove sta terminando un percorso triennale. Nel frattempo si esibisce come attrice in alcuni teatri romani, tra cui il teatro Tordinona e il teatro Petrolini. Negli ultimi anni coltiva la passione per la stand up, esibendosi prevalentemente a Roma; studia canto e si esibisce come voce femminile di Pianobar. Nel 2023 e 2024 partecipa ad alcuni show televisivi tra cui evviva il video box, su Rai due e Happy Family su Rai radio 2.

Attrice, cantante, imitatrice, stand up comedian ma quante cose sei?

Ahahah beh se ci pensi sono tutte cose inerenti al campo artistico. In uno spettacolo di teatro può capitare che si debba cantare, come in una serata di canto può capitare che si debba recitare. Le imitazioni e la stand up comedy poi fanno parte del mondo della comicità, che io sposo completamente.

Sei conosciuta sui social, prevalentemente come stand up comedian; quando e perché ti  sei avvicinata a questo tipo di comicità un po’ di nicchia, soprattutto in Italia?

E’ vero la stand up comedy è una comicità di nicchia, che però soprattutto negli ultimi anni sta esplodendo anche in Italia. A Roma ad esempio ogni sera si può assistere a una serata di stand up, forse anche più di una. Io però ancora non mi sento di definirmi una vera e propria stand up comedian. Intanto non mi piace incasellarmi in un genere, poi diciamo che è un mondo al quale mi sono approcciata relativamente tardi. Due anni fa, quando sono arrivata a Roma mi sono appassionata di questa comicità alternativa, sicuramente fuori dal mainstream. Mi ha colpito perché era un mondo nuovo per me, che mi ha dato parecchi spunti per crescere artisticamente. Io ad esempio vengo dai personaggi, quindi la stand up comedy mi ha aiutato tanto, soprattutto, ad asciugare e ad essere meno caricaturale.

Una delle regole della stand up è: “vietato censurare” è proprio così?

La stand up comedy ti permette di dire tutto, senza censure. Proprio dal momento in cui posso dire tutto però, secondo me, posso approfittarne per dire cose interessanti, intelligenti e al passo coi tempi. Senza finti moralismi, posso approfittare dello strumento che ho per veicolare un messaggio. Ad esempio se mi trovo ad una serata dove la tesi principale del tuo monologo è che le donne servono solo per fare il caffè, o mi fai veramente ridere, perché c’è dietro un messaggio o una denuncia, o, comunque la contestualizzi in modo che mi faccia ridere, oppure è meglio cambiare monologo, per non dire altro. La stand up è un punto di vista. A me piace la stand up  quando fa ridere, ma veicola anche un messaggio. Poi, per carità, posso ridere anche di una battuta fine a sé stessa, ma se rido e rifletto anche (come si dice oggi) per me ho toccato l’apice. Poi sono gusti eh…non pretendo che sia così per tutti. Infatti molti comici ritengono che non si debba necessariamente veicolare un messaggio. Anna Marchesini, in riferimento al comico, invece diceva che il talento è il prodotto di un’intelligenza morale. Io sono orientata maggiormente su quest’ultimo versante. Ad ogni modo la risata è soggettiva. Comunque, il discorso è complesso…

Ci sono molte donne che si esibiscono nel comedy club italiani oppure è ancora esclusivamente appannaggio del mondo maschile?

Non conosco le statistiche ma a occhio e croce direi che c’è ancora una prevalenza maschile, anche se siamo in forte aumento.

Sei stata recentemente ospite della trasmissione “Radio Social Club” su Rai2 dove ti sei esibita facendo l’imitazione (perfetta ndr) di Chiara Ferragni. Quindi è vero che tutto ciò che ruota intorno ai Ferragnez diventa oro?

Grazie Mille! La trasmissione è su Rai Radio 2 tutti i giorni e si chiama Happy Family. Mah non lo so. Io direi che quando un personaggio è molto esposto deve mettere in conto che può cadere nel mirino di un comico. Io faccio le imitazioni da quando ero piccola, la Ferragni è una delle tante che imito con divertimento.

Sui social, dove sei molto attiva, alcuni haters ti hanno criticato per l’imitazione della Ferragni. Per quale motivo oggi si offendono tutti tranne i diretti interessati?

Mah, guarda, riflettendoci potrebbero essere due i motivi. Il primo è che io credo che le persone confondano il personaggio con la persona. Ovvio che quando imito lei la esaspero, la faccio esagerata, la faccio caricaturale, ne faccio la parodia insomma. Diventa un personaggio, una caricatura e le persone credono che quella caricatura sia la persona e magari non la riconoscono, non hanno l’orecchio comico e si offendono. Un altro motivo è che la parodia può “denunciare” (pensiamo a Crozza e ai fratelli Guzzanti) e le persone si offendono per questo. Sul ruolo del comico nella società, comunque, si potrebbe aprire un dibattito. Molti comici denunciano e mettono nella comicità un impegno politico, molti altri non lo ritengono necessario. Anche qui discorso lungo e complesso, ma spero di aver dato degli spunti.

Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

I miei sogni piu’ che nel cassetto sono tutti esposti in bella vista sul cassetto. Sto facendo un sacco di cose: sto scrivendo uno spettacolo comico con una mia collega attrice, a breve inizierò le prove di un nuovo spettacolo, frequento già un corso di teatro comico da tre anni e sono iscritta anche ad un corso di scrittura comica.  Il progetto social delle parodie (che ho iniziato da poco) spero possa concretizzarsi…sarà dura ma non mollo. Sicuramente tra i miei progetti futuri c’è la voglia di andare avanti e di crescere sempre di più in questo settore. E poi come si dice se è vero che un giorno senza sorriso è un giorno perso, toglietemi tutto ma non la mia arte, perché è con lei che sorrido sempre, nonostante i dolori. Grazie per le belle domande. A presto!

Grazie a te Alessandra e a nome di tutta la redazione ti invio il consueto augurio teatrale “merda, merda, merda”.

Ivan Natali

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