
Herbert Ballerina, pseudonimo di Luigi Luciano, dopo tantissime apparizioni in TV e su internet (famosa la sua collaborazione con Maccio Capatonda e in questi giorni sempre presente in un programma televisivo di giochi) approda a teatro con uno spettacolo scritto insieme a Riccardo Cassini. La regia tecnica è affidata a Francesco Pacini, il direttore di produzione è Laura Fidanzi, mentre la regia artistica è curata da Paolo Ruffini.

Con il suo spettacolo “Come una catapulta” descrive, a suon di gag serrate, uno scenario che sembrerebbe assurdo ma che fa parte del quotidiano.
“Come una catapulta” conferma una volta di più la natura imprevedibile e genuina del talento comico di Herbert Ballerina. Herbert porta in scena il suo umorismo con molti doppi sensi ma poco volgare, quel modo di raccontare l’assurdo con una serietà quasi infantile, che riesce a rendere esilaranti anche le situazioni più semplici. Le battute non arrivano come esplosioni isolate, ma come piccoli frammenti accumulati che, proprio come una catapulta caricata lentamente, scattano all’improvviso con un tempismo perfetto.
La costruzione dello spettacolo è volutamente destrutturata: Herbert salta da un argomento all’altro (tatuaggi di coppia, i traslochi, amici animali, sferzate comiche su personaggi famosi come Michael Jordan, Elon Musk, Will Smith e Pablo Picasso storpiandone volutamente il nome) con una logica tutta sua, ma il pubblico lo segue senza difficoltà perché ogni passaggio è sostenuto dal suo carisma e dalla sua capacità di trasformare ogni dettaglio in un’occasione comica. Sono molti i riferimenti autobiografici che arricchiscono il ritmo. Da buon molisano riesce a essere ironico sulla condizione del Molise stesso, soprattutto su Campobasso, sua città natale, descrivendola come una città “morta” e, da campobassana, non posso che non dargli torto. Fa battute su treni ormai inesistenti, sulla popolazione ormai emigrata (“quanti sono di Campobasso qui?”, ha chiesto, “1, 2, 3….20, bene a Campobasso siamo in 42, praticamente ora mezza Campobasso è qui!”).

Il suo coinvolgere il pubblico, trovando in uno spettatore seduto in prima fila un’ottima spalla, ha reso il tutto ancora più divertente e sono sicura si sia divertito anche Herbet.
Da sua concittadina gli auguro di ricevere tutto il successo che merita e tante …“COSE BELLE”!
Andate a vederlo, una sana comicità fa bene in questa “valle di lacrime”.
Organizzazione spettacolo
https://www.vera.it
ringrazio Maria Giulia Morabito per l’ospitalità
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