IL SINDACO DEL RIONE SANITA’

Eduardo De Filippo – Il sindaco del Rione Sanità

Compagnia Insieme per caso

Regia e adattamento Angelo Grieco

Con Angelo Grieco, Fabrizio Battistini, Vincenzo Bellaiuto, Maria Grazia Casagrande, Antonella D’Onofrio, Mauro Di Lelio, Elisabetta Giacobbe, Gianni Gliottone, Martina Glover, Piergiorgio La Rosa, Giuseppe Piccirillo, Rosaria Schettino, Dino Vitale

Teatro Chiesa Nuova, Roma, 25 febbraio 2024

Un Eduardo molto ben rivisitato e interpretato in chiave moderna quello di Angelo Grieco, in una sala parrocchiale piuttosto ben attrezzata.

Il regista e mattatore assoluto Angelo Grieco interpreta Don Antonio Barracano, un boss malavitoso ma molto rispettoso di quei codici d’onore e quella sorta di moralità, per quanto tutta a suo modo, tipica di certa camorra del secolo scorso, molto ben appoggiato dal suo “socio”, il dott. Fabio Della Ragione (Gianni Gliottone), anche medico utile all’occorrenza per certificati, diagnosi e quant’altro, e dal suo “braccio destro” Catiello (Fabrizio Battistini), e poi via via da tutti gli altri personaggi.

Un gerarca coi suoi capricci, coi suoi metodi spiccioli, ma anche con le sue forme di rispetto per la vita umana, con la voce un pò cavernosa ma perfettamente calzante nel personaggio, che maneggia facilmente coltelli e pistole ma non si azzarderebbe ad insidiare donne e bambini, che vive nella sua fortezza superprotetta di fronte al Golfo di Napoli con vista sul Vesuvio (a proposito ottime le scenografie di Giulio Caraffa e Gianni D’Abbrosca, quest’ultimo anche in regia audio e luci). Lo stesso boss, terrore del quartiere, quello a cui “chiedere il permesso” per sparare a qualcuno, inorridisce di fronte ad un progetto di assassinio di una madre da parte del proprio figlio.

Durante lo spettacolo, dotato di un solo breve intervallo, ci scappa qualche ghigno e qualche trovata umoristica ma soprattutto tanta riflessione: l’essere umano sembra nato per prevaricare i suoi simili, a prescindere dai metodi; è solo la moralità che ognuno si dà da sè che pone eventuali limiti.

Soprattutto il paradossale epilogo, la ben nota “ultima cena”, rappresenta uno di quegli “imprevisti” della vita da camorrista e non solo, ma tutto lo spettacolo si fa apprezzare per la fluidità della narrazione e per l’abilità di tutti gli interpreti, tra napoletani doc e altri meno doc ma ugualmente dentro il personaggio. Affiora la ricchezza e la povertà, tutta la sperequazione possibile, in qualche caso la meschinità umana, seppur spinta dal bisogno, maniere buone e maniere cattive quando occorre, insomma quella sorta di pessimismo sprezzante tipico di Eduardo.

Onore e gloria ad Angelo Grieco, protagonista assoluto e mente dell’intero progetto, per una messa in scena rispettosa dell’originale ma comunque personalizzata.

Alessandro Tozzi

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