Una delle prime descrizioni che viene fatta da gente poco informata riguardo il Burlesque, tristemente anche a livello televisivo e ancor più tristemente da giornaliste donne, è che si tratti di un’attività che serve a ravvivare i rapporti di coppia non più infuocati.
La frequentazione di scuole di Burlesque servirebbe quindi a ravvivare l’intimità, per la gioia del proprio compagno.
Nel 2017 credere a priori che lo scopo di un lavoro del genere della donna sia per portare beneficio alla coppia, è alquanto infelice poiché non è nemmeno considerata l’ipotesi che lo faccia per se stessa e questo, pensando all’indipendenza femminile, è scoraggiante.
Prima di esibirsi per qualcuno la performer fa un importante lavoro su di sé.
Una donna che si iscrive ad un corso di Burlesque prima di tutto lo fa perché è disposta a mettersi in gioco, ad andare contro molte costruzioni mentali che la società trasmette sull’ideale modello femminile, è disposta a prendere confidenza con il proprio corpo e con degli accessori che non fanno più parte dell’abbigliamento moderno ma che sono un classico di femminilità (ad esempio corsetti, guanti, reggicalze…) inoltre è consapevole di poter essere soggetta a pesanti critiche.
Quello che una donna impara è fondamentalmente ad avere autostima, ad essere serena con se stessa, e a vivere la sua femminilità in tutte le sfaccettature: diva, pin up, una pantera e tanto altro.
Non è l’atteggiarsi ma il sentirsi.
Gli insegnamenti vengono poi utilizzati quasi inconsapevolmente nel quotidiano, la prima e più importante beneficiaria del Burlesque è la donna stessa.
Solo dopo la donna decide se voler condividere con qualcuno questo suo percorso, pubblicamente o privatamente.
Fare del Burlesque per il partner talvolta risulta più difficile proprio per la componente emotiva e di intimità di cui invece ci si libera sul palco, sul palco è un gioco.
Condividere la nuova femminilità può avere un valore sentimentale di complicità molto forte, un valore aggiunto, un regalo.
Il Burlesque da’ gli strumenti per portare creatività alla coppia che è quello che di solito manca quando ci si rilassa nell’abitudine e nella routine.
Si può essere creativi solo essendo sicuri di se stessi.
Possiamo ipotizzare che in una coppia dove il Burlesque sia routine, un pigiama di flanella e dei rolli in testa siano la novità!
Uno dei primi stereotipi da dover abbattere è che il Burlesque abbia come scopo la seduzione sessuale, non c’è niente di più errato poiché il fine della performer è la complicità con il pubblico e lo strumento principale è l’ironia.
Altro preconcetto è che questo spettacolo sia di competenza solo di bellezze canoniche invece l’età e il fisico non sono importanti nel Burlesque, lo è invece l’interpretazione, ricordiamo che le performance hanno una preponderante componente recitativa-scenografica.
Lo show di Burlesque raggiunge più facilmente il pubblico femminile, che trova molta affinità con la performer su due aspetti: quello dell’ammirazione, del volerla imitare, e quello del riconoscere il lavoro di autostima necessario per spogliarsi pubblicamente, che può mettere in imbarazzo.
Il pubblico maschile poco informato, si sente messo a disagio dalla spettacolarizzazione di questi atteggiamenti generalmente associati all’intimità.
La femminilità è una cosa così intima che non va fatta per nessuno, se non per se stesse.
Eleonora “Spicy Cookie” Semprini