Contrada di Emmanuele Rossi

Presentato il 2 aprile a Scena un romanzo, edito, da Galaxia Prime, che ha saputo regalarci un viaggio avvincente e credibile, ai confini dell'incredibile

Contrada
Autore: Emmanuele Rossi
Illustrazioni in copertina: Hilary Antonelli
Edizioni: Galaxia Prime Productions
ISBN-13: 9798357893451
Data di pubblicazione: 10/18/2022
Pagine: 248

Intro: Contrada è un viaggio e, come nei viaggi, ti innamorerai delle persone che incontrerai, dei dettagli, delle cose. Viaggerai sulle moto degli Exarchs, berrai un caffè al Molly’s, passerai per Howland, Maine, respirando l’aria dei nativi Penobscot, osserverai le stelle che si specchiano sul South Branch Lake. Tutto questo ti proietterà all’interno della storia e ti costringerà a sentirla in maniera molto personale.
Quelle stelle e quel cielo nero ti cattureranno. Ti sentirai ammaliato dalle vicende di Joan, Jack e William come dal canto delle sirene, perché in fin dei conti, le sirene parleranno a te e di te, quindi vorrai ascoltarle ancora e ancora, come un canto che si ripete all’infinito. E ancora.

Un racconto di viaggio credibile, in uno spazio ai confini dell’incredibile. Possibile? Se si parla di Contrada, la risposta è sì.
L’avvincente romanzo di Emmanuele Rossi è stato presentato lo scorso 2 aprile negli ambienti saturi di ricordi cinematografici di Scena, un tempo Filmstudio, a Roma. Ma evidentemente il romanziere un po’ come l’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Sì, perché avevamo già avuto occasione di scambiare qualche parola con Emmanuele Rossi pochi giorni prima, sempre a Scena, in occasione della rassegna Extramondi, allorché ad essere proiettati erano stati alcuni cortometraggi del sodale Gabriele Tacchi: a sua volta una delle anime di Galaxia Prime Productions, casa editrice che su Emmanuele evidentemente punta parecchio, avendo già fatto uscire il volume Hotel Thoreau: Storie Dark. E così il cerchio idealmente si chiude. Ad Extramondi avevamo pure scherzato con l’autore riguardo a certe attitudini, da noi definite “salgariane”, in quanto tese a riprodurre ambienti lontani… senza mettere il naso fuori di casa o dalla più vicina biblioteca. Salgari ci era riuscito con le coste della Malesia e con le fitte foreste dell’India. Avvantaggiato da strumenti come Google Earth, Emmanuele Rossi ha fatto qualcosa del genere con la remota provincia americana, nella fattispecie il Maine, dove ha deciso di ambientare Contrada senza peraltro esservi mai stato prima. Il risultato in tal senso è stupefacente, poiché leggendo le pagine del libro da un lato pare di respirare l’aria di taluni indie movies d’oltreoceano (personalmente vedremmo bene alla regia un David Gordon Green), dall’altro si ha l’impressione che aleggi sulla narrazione qualche nume tutelare importante: magari Stephen King, per ammissione dell’autore stesso uno dei Maestri del genere che lo hanno ispirato. Al punto di fare completamente suo un soggetto che in origine non lo era, dato che – se non ci fosse stato riferito, non lo avremmo mai immaginato – la storia è stata sviluppata in qualche modo su commissione, a partire da un soggetto che l’altro sodale Ruggero Altair Tacchi aveva appena abbozzato.

Un Maine immaginario, immaginato, divenuto poi immagine nitida nella testa del lettore, quale sfondo di una narrazione che s’accosta a diversi generi (poliziesco, mistery, fantascienza, avventure “on the road”) in modo personale e con la capacità di conferire un’anima a ciascuno dei protagonisti: Joan, Jack, il nativo americano William, gli Exarchs (banda di motociclisti con un codice ben definito) e gli abitanti dell’utopica comunità ribattezzata Contrada palpitano nel racconto, circumnavigando letteralmente un “orizzonte degli eventi” destinato a cambiare la vita di ognuno: quella misteriosa Roccia Nera scaturita da un meteorite che diversi anni prima aveva cancellato un intero paese e reso “zona proibita” il vicino lago, dando vita però a mutazioni psico-fisiche così misteriose che, da un certo punto in poi, non sarà più possibile rinchiuderle nel recinto così stretto del pensiero logico-razionale.
Non ci sorprende affatto sapere che di formazione Emmanuele Rossi sia uno storico delle religioni. Pur avendo mutuato così bene gli stilemi della narrativa di genere, pur regalando atmosfere e spaccati sociali (intelligentemente riferiti, questi ultimi, agli Stati Uniti pienamente in crisi economica e d’identità degli ultimi anni) che non dispiaceranno certo ai lettori di Stephen King, Contrada rappresenta un vero e proprio viaggio iniziatico, che suscita curiosità sin dai primi elementi “misterici” introdotti nel racconto, per approdare poi a un’escalation vertiginosa e dai picchi esaltanti nella parte finale. La composizione essenziale ma al contempo martellante, possente, vibrante dello scrittore accompagna bene tale percorso, facendo sì che si entri progressivamente in intimità con le differenti motivazioni dei personaggi. Emblematica le descrizione di un certo processo creativo, proposta dall’editore Gabriele Tacchi durante la presentazione del libro: “la scrittura di Emmanuele, secondo me, è molto letteraria, ma anche molto ‘recitabile’; nel senso che lui è un maniaco della pulizia, lui taglia, taglia, taglia, pulisce, ripulisce, lo abbandona per mesi, lo legge al contrario, lo ritagliuzza, lo rismonta; è veramente un maniaco, in questo senso, tanto che io una volta gli ho detto: ma perché, qual è lo scopo? Lo scopo appunto è la fluidità“.
Ebbene, tale fluidità in Contrada l’abbiamo ritrovata e apprezzata, assieme a una capacità di produrre immagini vivide e affrescare ambienti, dall’innegabile appeal cinematografico.

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