EXPO 2023 ROMA

Tanti artisti al Laghetto dell'Eur

Nella splendida cornice del laghetto dell’Eur, che sin dalla sua progettazione ospita grandi eventi, nel weekend del 16-17-18 Giugno si è svolto il Festival Internazionale della Cultura in tutte le sue forme: l’Expo 2023.

Con il patrocinio del IX Municipio e della Proloco Roma, la WIO (World Intercultural Organization) del Presidente Liberato Mirenna, ha raccolto tutte le espressioni della cultura, cibo, musica, spettacolo, fitness, arte.

La Manager di Expo Italia, cioè l’organizzatrice dei padiglioni nostrani, è Carmen Morello.

Producer di format televisivi di successo, organizzatrice di eventi e concorsi, docente di portamento e moda, questa donna siciliana dall’anima poliedrica e il suo staff, La Carmen Morello Production, hanno ricercato e promosso moltissime eccellenze italiane, il tutto trasmesso sul suo canale televisivo, L’expo Channel.

Avendo avuto la fortuna di incontrarla mentre controllava personalmente l’andamento dell’evento, ho potuto intervistarla.

– Signora Morello complimenti e grazie infinite per questo tempo che mi sta dedicando.

Ad un anno dalla conoscenza con il presidente Mirenna, si trova ad ammirare il suo progetto.

Aveva realizzato l’impatto di questo evento sulla Capitale, la quantità di professionisti intervenuti e la grande attrattiva sul pubblico quando le è stato affidato il ruolo di Manager?

– Intanto grazie per i complimenti e per questa intervista.

Felice di sapere che il mio lavoro fatto di tanta dedizione e amore, venga apprezzato da chi esternamente osserva con attenzione.

Liberato Mirenna mi ha notato lo scorso anno durante la Notte Bianca Dell’EUR che ho presentato anche quest’anno. Mi ha contattato e dopo una serie di trattative, abbiamo firmato un accordo per Expo Universale 2023, dandomi il ruolo di manager Expo Italia.

Coordinare un evento così grande ha necessitato la formazione di un mio team di lavoro fatto di professionisti del mondo dello spettacolo e a Novembre 2022 abbiamo iniziato l’organizzazione. Abbiamo lavorato sia per la parte commerciale che artistica coinvolgendo imprenditori e artisti nazionali e internazionali.

Le mie aspettative onestamente erano diverse, mi sarebbe piaciuta più partecipazione di pubblico nella prima giornata, ovvero Venerdì 16, ma abbiamo recuperato il Sabato e la Domenica. Devo dire che per essere la prima edizione è andata bene soprattutto dal punto di vista artistico, degli eventi e degli spettacoli.

Abbiamo lavorato intensamente per mesi e il risultato finale è comunque positivo, è stato emozionante vedere realizzato il nostro lavoro.

– Ad arricchire il tutto, la serata di sabato ha ospitato uno spazio dedicato alla beneficienza e alla solidarietà con l’associazione “La voce dell’essere”. Ci racconti com’è nata questa collaborazione e le iniziative che sostiene.

– “La Voce dell’Essere” di Monica Federico merita attenzione in quanto si occupa di diffondere arte e cultura per sostenere diverse cause benefiche.

Ho conosciuto le cantanti liriche che si sono esibite qualche anno fa, grazie alla mia amica scrittrice Mary Potenza che si occupa anche lei di organizzare eventi di beneficenza, li ho ospitati nel mio salotto TV Artinscena e da quel momento in poi sono diventate partner ufficiali. Monica Federico adesso si occupa delle rubriche sociali di Artinscena e della programmazione di Expo Channel.

Sono una delle colonne portanti della Carmen Morello Production insieme alla mia marketing e manager Antonella Filoni.

Ringrazio la signora Morello e colgo l’occasione di intervistare Andrea Cerqua, fondatore della rivista “Tracciati d’Arte” che la manager dell’Expo 2023 ha incaricato della gestione dei padiglioni artistici.

Artista ed organizzatore di eventi a Ladispoli, editore del citato magazine dedicato all’Arte, Cultura, Eventi e Formazione promosso dall’associazione culturale “Fatto a mano”, dal 2018 il signor Cerqua ha ricoperto l’incarico di Delegato all’Arte del Comune di Ladispoli” promuovendo diversi progetti sul territorio dell’amministrazione, ad esempio quello di “Ladispoli museo a cielo aperto” e “Palo Laziale ultimo approdo del Caravaggio”.

– Signor Cerqua sono ormai anni che si dedica alla diffusione della cultura e dell’arte, attraverso la promozione di eventi ed iniziative, oltre ad essere un artista lei in prima persona.

La grande esposizione di opere nei suoi padiglioni dell’Expo indica che l’arte continua ad appassionare, i numerosi artisti intervenuti sono i rappresentanti di una grande categoria di creativi.

Qual è la più grande difficoltà di un artista al giorno d’oggi? Esiste ancora un mercato dell’arte? Pensa che i social rappresentino una opportunità od una penalizzazione? In che modo questa categoria potrebbe essere valorizzata?

– Dalla mia esperienza costruita proprio sul campo posso dire che la più grande difficoltà di un artista oggi è proprio la preparazione. Appena ci si approccia alle discipline pittoriche già si tende a voler diventare artisti riconosciuti. Oggi l’artista ha grande difficoltà a strutturare un percorso di studio che lo renda capace di affrontare le sfide che il mercato di oggi richiede dove la preparazione e lo studio possono qualificare e fortificare qualsiasi percorso artistico. Trovare il proprio “stile” significa acquisire un linguaggio e utilizzarlo può incidere sia sul mercato che sui social, secondo me non bastano le tematiche con le quali gli artisti portano avanti dei “modus” che li rendono riconoscibili.

Ho notato la differenza, quando si è davanti ad un’opera che ti parla questo accade soprattutto perché in quell’opera c’è oltre al sentimento anche tanta tecnica e studio. La creatività secondo me va accompagnata alla formazione.

Il mercato oggi sta subendo una grande modifica e sicuramente utilizzando i metodi tradizionali si rischia di rimanerne fuori, quindi i social hanno un importante ruolo ma sono pochi gli artisti che ne fanno un utilizzo proficuo. Il cambiamento che sta subendo il mondo dell’arte è così radicale che si dovrebbe pensare a difendere alcune espressioni e alcuni stili pittorici che rischiano di estinguersi e di creare delle protezioni per gli artisti che portano avanti generi “a rischio” ma questa dovrebbe essere un’attenzione istituzionale.  

– Cosa cerca in un’opera? Cosa ha visto nei partecipanti che ha convocato a questo evento?

– La bellezza dell’arte non risiede solo nelle opere ma nei dialoghi con gli artisti e dall’apertura mentale ed esperienziale che ne deriva. Oggi si tende a gravare economicamente sugli artisti per farli esporre e quindi si vede l’artista come una pentola d’oro da sfruttare, purtroppo molte gallerie sono diventate “affittacamere” e questo lo dico da artista, io cerco sempre di curare una mostra come io vorrei che un curatore curi la mia, certo, i costi ci sono sempre ed è giusto che l’artista investa su se stesso ma ogni artista è un’anima e porta una storia unica con se, io non voglio mai dimenticarmi di questo quando sono a contatto con un’artista.

Ma fra le opere esposte sono venuta appositamente per vedere i dipinti di una artista emergente, Daniela Ancora.

Le sue opere sono facilmente identificabili, entrambe sulla tonalità dei fucsia e dei rosa, ma i soggetti sono diversi.

La prima “Se tardi a trovarmi” raffigura una giovane donna; mi unisco ai complimenti del pubblico che si concentra sulla realistica rappresentazione del velo del vestito, degli occhi e dei capelli.

La seconda è un fiore e si intitola “Eternità”, molto moderno e variopinto.

Faccio alcune domande all’artista.

– Daniela salve, i quadri che ha esposto hanno delle caratteristiche comuni, ad esempio le tonalità dei colori, fanno parte di uno stesso progetto o ciclo creativo?

– Salve Eleonora, in verità i due dipinti appartengono a due cicli differenti.

Il primo, “Se tardi a trovarmi ” fa parte di un progetto sul ritratto, sviluppato in collaborazione con il fotografo Francesco Tiburno e legato anche ad una serie di composizioni musicali che ho realizzato per pianoforte.

Il secondo dipinto invece inaugura un nuovo percorso sperimentale e creativo, che nasce dalla mia passione per le scoperte della meccanica quantistica.

I nuovi concetti di energia, materia, tempo e spazio che emergono dalla fisica delle particelle, mi hanno spinta a creare un’immagine che, partendo da un semplice fiore, evocasse suggestioni sospese tra realtà ed immaginazione.

– Che tecniche utilizza per le sue opere?

– Dopo aver utilizzato prevalentemente l’olio, dal 2018 ho scoperto la tecnica del pastello secco, e me ne sono innamorata.

La mia formazione musicale mi ha insegnato che l’interpretazione personale di un brano e la sua piena valorizzazione espressiva, passa attraverso una lettura accurata di ogni dettaglio e di ogni sfumatura, pertanto il realismo e l’iperrealismo sono gli approcci che mi vengono più naturali.

Ritrarre un volto con uno di questi metodi è per me uno strumento di immersione nel soggetto ed in me stessa, una sorta di “lettura musicale” volta a percepire la poesia di un’emozione, a cogliere una sfumatura di verità in questo muto dialogo di sguardi.

Ringrazio vivamente l’artista e mi auguro che l’attenzione e la passione dei suoi quadri vengano valorizzati e riconosciuti, rimango perciò in attesa del completamento della collaborazione con il fotografo Tuburno e della esposizione personale a cui spero di poter partecipare.

Eleonora Semprini

 

 

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