“Ignoti” premiato al 29° Videocorto Nettuno

Per l'originale lavoro di Giuseppe Brigante il Premio “Lanterne Magiche” e soprattutto quello alla splendida Ira Fronten, Miglior Attrice Protagonista.

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Ignoti

Regia: Giuseppe Brigante
Anno di produzione: 2024
Durata: 13′
Tipologia: cortometraggio
Genere: commedia
Interpreti: Ira Fronten, Maurizio Bousso
Distribuzione: Premiere film

Intro: Divertente affresco di un peculiare rapporto madre/figlio, laddove la (quasi) omonima e celebre trasmissione “I soliti gnoti” diventa terreno d’incontro (e di scontro) tra due personaggi, la cui relazione è costituita da affetto come anche di incomprensioni.




Proprio mentre si è sparsa la notizia che VideocortoNettuno sarà presente alla 19esima edizione della Festa del Cinema di Roma, all’interno dello spazio “Lazio Terra di Cinema”, ci sono tornati in mente alcuni dei corti più belli e originali visti la scorsa estate, nel corso della 29esima edizione (il che, in effetti, suggerisce subito una considerazione tutt’altro che trascurabile: la manifestazione cinematografica nettunense è più antica e longeva di quella capitolina). Età del festival a parte, la scorsa edizione ha messo in luce come ogni anno svariati talenti emergenti. E tra i vincitori del 29° Videocorto impossibile non citare Ignoti di Giuseppe Brigante , cui l’estate scorsa sono andati tanto il Premio “Lanterne Magiche” che quello meritatissimo ad Ira Fronten , splendida interprete di origini venezuelane che per questo ruolo sta ottenendo svariati riconoscimenti tra i quali Miglior Attrice Protagonista a Nettuno. E difficilmente chi l’ha vista sullo schermo potrà non essere d’accordo.

In Ignoti il non meno vispo Maurizio Bousso è un figlio adolescente perplesso di fronte alle fissazioni televisive della mamma, la Fronten per l’appunto sua madre. Entrambi si ritrovano più o meno volentieri a guardare la TV mentre va in onda “I soliti ignoti”. Naturalmente non la leggendaria pellicola di Monicelli, bensì il programma di culto della RAI…

Sì, la vita è tutta un quiz”, cantava ironicamente Arbore un tempo. In effetti la protagonista pare riporre nell’eventuale partecipazione a un programma simile speranze che il figlio, più smaliziato, vorrebbe subito smontare col suo più che legittimo scetticismo di fondo. Ne nasce un confronto a tratti aspro, a tratti più tenero, che non rischia però mai di diventare pesante o didascalico, anche perché l’autore Giuseppe Brigante sa stemperare tutto con qualche immaginifica soluzione registica e attraverso una visione umoristica dell’esistenza che, fortunatamente, non viene mai meno. Deve essere nata così quella mossa irresistibile (e anche, volendo, difficile da descrivere) di Iran Fronten in scena, che oltre a rappresentare una goliardica, ironica distorsione dell’immaginario televisivo, tende a diventare subito iconica per chiunque abbia visto il corto. Sicché non sorprenda il fatto che alla peraltro simpaticissima attrice è stato chiesto pure di replicare un movimento tanto buffo e surreale, a Nettuno, durante la consegna dei premi!

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