TABULA RASA di Glenn Cooper

Traduttore:Barbara Ronca

Editore:Nord

Anno edizione:2020

Pagine:544

Trama: Volevano salvare la memoria. L’hanno cancellata. Ma forse c’è ancora una speranza…

Il traguardo di una vita. Finalmente il dottor Steadman può affermare di aver curato l’incurabile: l’Alzheimer. E ora che passerà alla storia, poco importa se, per ottenere quel risultato, ha deciso di correre un rischio enorme…

Una catastrofe globale. Nel giro di pochi giorni, miliardi di persone in tutto il mondo perdono la memoria a causa di un virus sconosciuto e altamente infettivo. Senza più nessun ricordo, uomini e donne agiscono solo in base all’istinto di sopravvivenza, spinti dalla fame e dalla paura. Le città sono al collasso, non ci sono più elettricità, acqua corrente, rifornimenti di cibo. I pochi immuni dal contagio si rifugiano in casa e pregano nel miracolo. Eppure c’è chi pensa che il miracolo sia già avvenuto: senza polizia e tribunali, è in vigore un’unica legge, quella del più forte…

L’ultima speranza. Il dottor Jamie Abbott sa di poter rimediare all’errore di Steadman, fermare l’epidemia e, così, guarire la sua stessa figlia. Ma per riuscirci ha bisogno dell’aiuto di Mandy Alexander, una sua amica e collega che vive a Indianapolis. Da Boston, è un viaggio di millequattrocento chilometri attraverso un Paese allo sbando, in cui il pericolo si annida ovunque. Jamie può solo sperare che ci sia ancora qualcuno là fuori che si ricordi cosa ci rende umani. Perché quando tutte le certezze crollano e la memoria evapora, è necessario unire le forze e agire, prima che la nostra civiltà diventi una tabula rasa…

Bella storia, ben raccontata e scorrevole, d’altro canto Cooper è una garanzia per chi ama romanzi ricchi di colpi di scena, adrenalinici al punto giusto e piuttosto fuori dagli schemi.

La storia si svolge in America ma potrebbe essere qualunque altro posto del mondo, mette in risalto che dove non ci sono regole e leggi, vince sempre la legge del più forte, la violenza e la prepotenza la fanno da padrona in poche parole, e si sa che l’essere umano da il peggio di se quando si trova in una situazione critica in cui per sopravvivere deve macchiarsi delle peggiori nefandezze a discapito degli altri, e lo fa senza batter ciglio, dietro la giustificazione che “purtroppo è necessario”.

Ho riscontrato anche tratti della storia in cui la fede cieca viene pesantemente criticata perché strumentalizzata al fine di far svolgere compiti abietti agli infetti che sono facilmente influenzabili data la loro condizione di smemorati.

Forse dal punto di vista puramente medico la storia non è molto attendibile ma dopotutto è pur sempre un racconto, che nessuno di noi si augura di dover mai verificare dal vivo.

Insomma, una lettura non per tutti, un romanzo un po’ apocalittico, fuori da ogni schema, che dovrebbe farci riflettere, una storia fantastica piena di azione, che non annoia mai, che tiene il lettore avvinto fino all’ultima pagina.

La conclusione della storia forse poteva essere meno frettolosa, il finale me lo aspettavo diverso.

In conclusione: è proprio vero che “il sonno della ragione genera mostri”.

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