Timeless Tale

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TIMELESS TALE

Scritto da: Giuseppe Sant’Elia e Alessandro Verre

Disegni di Marco Morelli

Gagio Edizioni, rilegato a colori, 160 pagine, 22€

E’ il 2024 ed è Natale a Cortina d’Ampezzo, eppure i canti gioiosi e l’atmosfera festosa sfumano presto in un panorama tetro e desolato. Perché quel Natale è lontano nel futuro, è anche quello del 2150. Oppure no? Entrambi i mondi, uno molto reale l’altro apparentemente ipotetico (ma forse neanche tanto), sembrano essere collegati alle qualità di una strana sfera di vetro, una di quelle che, capovolte per un istante, restituiscono una lieve nevicata su un piccolo, delizioso scenario. Dunque una sorta di microscopico portale che riesce a mettere in atto una comunicazione senza tempo, attraverso la quale si parlano Marco e Paolo, protagonisti entrambi di una vita triste anche se è quest’ultimo a passarsela decisamente peggio. Sì perché nel 2150 la civiltà come la conosciamo è stata annientata da immani disastri ambientali, riducendo enormemente le risorse cui attingere e gettando l’umanità in un angoscioso quotidiano fatto di fame, file per il cibo, pericolosi lavori esposti ad implacabili elementi e tanta paura per un regime ferreo imposto da soldati spietati. Dopo un iniziale smarrimento, nel nostro presente Marco decide che è il caso di indagare su quanto di assurdo gli sta capitando e si mette in cerca dell’artigiano che ha creato la sfera. L’apparente giocattolo, in effetti, è un oggetto dotato di straordinari poteri e chi lo realizzato, l’enigmatico Alaric El-Hazred, sembra anch’egli un uomo capace di varcare le barriere delle epoche umane. Per il ragazzo è l’inizio di una definitiva presa di coscienza, che mette in crisi la sua visione del mondo ancora adolescenziale e superficiale ma che, purtroppo, non è tanto diversa da quella di moltissime persone, tra cui ottusi politici, che rifiutano di realizzare quanto tragica sia la strada imboccata dalla società. La Terra è malata, ma senza reagire, senza darsi da fare (pur contro enormi difficoltà), non c’è altro destino se non quello oscuro in cui vive il piccolo Paolo il quale forse, tra tanti stenti, merita almeno un briciolo di luce. Sta arrivando un Natale completamente diverso da ogni altro.

Giuseppe Sant’Elia e Alessandro Verre, fanno il loro esordio come autori e sceneggiatori, supportati dai suggestivi disegni di Marco Monelli, anch’egli al proprio debutto assoluto nel campo delle “graphic novel”. Grazie alla fiducia della romana Gagio Edizioni, è stato possibile far arrivare nelle librerie una storia dai toni malinconici, animata da un deciso atto d’accusa contro alcuni declinanti aspetti della nostra società. Oltre al tema ambientalista, centrale in tutta la vicenda, fanno capolino anche l’amarezza per un certo modo di fare informazione, per una dilagante mancanza di empatia e per qualcosa che sembra essersi rotto nei rapporti fra le generazioni, complice anche l’autoisolamento in cui ci si immerge quando si ha un telefonino tra le mani. Le tavole, la cui impostazione è spesso cinematografica, fatta di azioni silenziose, semplici sguardi e gesti eloquenti, ci portano in un abisso di disperazione umana, non per forza limitata allo spaventoso 2150, ma ben presente anche ora. Eppure, nonostante sia chiaro il punto di vista degli autori, emerge una lieve speranza rappresentata dalle convinzioni di Claudia, la sorella di Marco, che deve in prima persona subire umiliazioni e beffe per il suo impegno verso la causa dell’ambiente. La sua sembra una battaglia persa eppure, complici eventi straordinari, forse è anche grazie alla sua lotta contro forze impari che un destino come quello del 2150 può essere evitato. Ora che è stato dato uno sconvolgente sguardo sul futuro, tentare di cambiare le cose sembra l’unica strada percorribile.

Emanuele Nardi

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