Tutto per bene di Luigi Pirandello
Roma, Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino
Regia: Marcello Amici
Con: Marcello Amici, Maurizio Sparano, Francesca Di Gaetani, Marco Sicari, Emilia Guariglia, Luca Guido, Beatrice Picariello, Marco Bellizi
Info: Martino Lori ha sempre ignorato il tradimento della moglie, morta ormai da sedici anni, ed ignora di non essere il vero padre di Palma, cresciuta come una figlia dal senatore Manfroni. Tutti intorno a lui, però, hanno sempre pensato il contrario, convinti che Martino abbia scelto ed accettato di ‘rappresentare la commedia’ per sfruttare la situazione. Quando la verità viene allo scoperto, esplode in Martino un senso di ribellione e vendetta tardiva che, alla fine, rimarrà senza esito. E Martino, stavolta consapevole, riprenderà a comportarsi come prima. Tutto per bene!

Arrivata alla 29ma edizione, la Pirandelliana quest’anno si fa in tre: sul palco ormai consueto del giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino, La Bottega delle Maschere ha portato in scena infatti tre spettacoli diversi, che si sono alternati per tutto il mese di luglio, Tutto per bene, Il giuoco della parti e Il berretto a sonagli. Tre opere distinte, ma con un unico fil rouge: la donna, voce ribelle che smaschera l’ipocrisia della società di cui è vittima e da cui esce, il più delle volte, sconfitta. Eppure la donna subisce ma reagisce, forte della sua forza intrinseca; che sia il fato ineluttabile o le convenzioni di una società, quella Agrigentina, che costringono – di fatto – ad una solitudine personale estrema, la figura della donna rimane salda nel suo animo.

Abbiamo assistito all’ultima rappresentazione del Tutto per bene, giovedì 24 luglio, tra fuochi d’artificio che hanno costretto Amici a ‘freezare’ per qualche minuto la scena, spezzando in parte l’incantesimo teatrale, che gli attori sono riusciti a ricreare con fatica ma estrema professionalità. E se dopo un mese di repliche la stanchezza parrebbe inevitabile, al contrario la compagnia ha mantenuto intatta la freschezza di una prima, bilanciandola con l’esperienza degli spettacoli già portati in scena, per donare allo spettatore un Tutto per bene unico e diverso ogni sera.

Marcello Amici, a più di ottant’anni, è ancora il cuore pulsante della Compagnia; sul palco, nonostante le difficoltà mnemoniche dovute all’età non più giovanissima, ha guidato i suoi attori con perizia ed intelligenza, regista con una chiara visione d’insieme ed una predilizione per le scenografie geometriche nei toni del rosso e del nero. Ma se Amici li dirige con maestria, tutti i suoi attori hanno, chi più chi meno, ciascuno una propria verve ed un vero talento, che portano in scena con passione e competenza. Il Tutto per bene, nonostante sia incentrato sul personaggio di Martino Lori (interpretato da Amici stesso), è un’opera d’ensemble: cosa sarebbe Lori senza la figlia Palma (Francesca Di Gaetani) ed il ricordo indelebile della moglie deceduta Silvia? Per non tacer del senatore Manfroni (un navigato e capace Maurizio Sparano), alter ego di Martino, e della signorina Cei (Beatrice Picariello), figura imprescindibile nella narrazione, amica, governante, che tutto vede e nulla rivela. Ma il personaggio che ci è parso più vivo, credibile, a tratti esilarante nella sua unicità eppure assolutamente vero, è quello de La Barbetti, madre della defunta Silvia e nonna di Palma, doppiamente vedova, del padre di Silvia e di quello del giovane Clarino; interpretata magistralmente da un’ottima Emilia Guariglia, è una donna che ha raggiunto una libertà invidiabile, che non segue le convenzioni e non teme di presentarsi non invitata e dire le cose come stanno senza ipocrisie. La Barbetti è tutt’altro che vittima: è protagonista della propria vita, nel bene e nel male, e per questo personaggio scomodo in una cerchia sociale vincolata, incatenata, dal proprio ruolo e dalle convenzioni. Per certo verso, è il vero alter ego del passivo Martino, da cui infatti è stata allontanata anni prima e nella cui vita torna come un fulmine scoppiettante nel giorno del matrimonio della nipote, creando scompiglio e rivelando scomode verità.

Nel complesso, il Tutto per bene portato in scena da Marcello Amici e dalla sua Bottega delle Maschere, in versione ridotta ma efficace, è un’opera ben rappresentata e che ha il pregio di riportare sul palco il genio teatrale di Pirandello e la sua visione delle relazioni umane; visione che risulta ancora attuale, così come i rapporti sociali, ancora oggi basati su una moralità ipocrita ed apparente: ‘Così è se vi pare!’
Michela Aloisi
