UN NEMICO DEL POPOLO

Renato Piva rivisita Ibsen

HENRIK IBSEN – UN NEMICO DEL POPOLO

Adattamento e regia Renato Piva

Con Antonello Saponara, Riccardo Buttarini, Agnese Piccolomini, Antonio Di Marco, Giorgia Finocchi, Giovanbattista Scidà, Stefania Mastroianni, Eugenia Brandi, Giampaolo Vezza

Teatro degli Eroi, Roma, dal 12 al 14 gennaio 2024

Henrik Ibsen è stato un autore e regista teatrale norvegese della seconda metà dell’ottocento, spesso un contestatore, uno scomodo, una mosca fastidiosa. Ne Un nemico del popolo, andato in scena nel 1883, ha “introdotto” un concetto che in sostanza il genere umano conosce da secoli: chi dà fastidio all’ordine precostituito in qualche modo prima o poi la paga!

La storia è ambientata nella cittadina di Norwich, la cui pressochè unica attrazione è costituita dalle terme. L’elemento di rottura altri non è che un “troppo” solerte medico, il dott. Thomas Stockmann (un prorompente Antonello Saponara) che analizza accuratamente le acque termali e in sostanza le scopre infette da una quantità di batteri capaci di avvelenare e nei casi più estremi uccidere alcuni turisti, come avvenuto nella primavera appena trascorsa.

Sottopone i risultati delle sue analisi al fratello Peter Stockmann, magistralmente interpretato nella sua insopportabilità da Riccardo Buttarini, Presidente delle terme stesse, e scatena l’inferno: la messa in sicurezza richiederebbe due anni di chiusura per lavori e un vagone di soldi. Come se non bastasse, i batteri vengono prevalentemente dalle concerie di proprietà della suocera Stephen Kil (Stefania Mastroianni), anch’essa abilmente in possesso di patente di insopportabilità, e quindi il “dramma” si allarga anche alla famiglia dell’onorato medico, suscitando le incertezze della moglie Catherine (Agnese Piccolomini) e della figlia Petra (Giorgia Finocchi), entrambe perfette nelle proprie perplessità sul divulgare i risultati delle analisi pur tentando di salvare la quiete e il bene della famiglia.

Una volta che la notizia è appena un pochino circolata, si mette in moto l’istinto di conservazione del potere: Peter Stockmann, nonostante in qualità di fratello faccia il suo tentativo (fallito) di far desistere il medico dalla pubblicazione della sua relazione, in un attimo e con ben poca fatica porta tutti dalla sua parte, a cominciare da Hovstad (Antonio Di Marco), il direttore del giornale locale, divertente personaggio nella sua leggera balbuzie e in certi suoi tic nervosi, e poi via via praticamente tutta la popolazione.

Il fatto è che il medico è “solo” un uomo di scienza, per di più un idealista assoluto, e non considera gli effetti collaterali della sua relazione, effetti politici, economici e sociali, ed è qui che scatta la contestazione e i tentativi di rabbonirlo da parte di tutti, fatta eccezione per il Capitano di Marina Chorster (Giovanbattista Scidà), uomo tutto d’un pezzo nonostante qualche goliardata che ama fare metafore tra vita sulla terraferma e vita in mare. Anche lui pagherà per la sua scelta, per mano del suo “principale”, l’armatore Vik (Giampaolo Di Vezza), anch’egli senza scrupoli per difendere il suo orticello.

Si arriva allo scontro, e tutti gli attori, nessuno escluso, si mostrano abilissimi, con Antonello Saponara in testa nel suo determinato personaggio, fino alla “folla”, nella quale spicca una simpatica ubriacona (Eugenia Brandi) che dà inizio allo spettacolo e poi si fa rivedere di tanto in tanto.

Impressionante l’attualità del contenuto dell’opera, nonostante il suo secolo e mezzo di età; evidentemente ci ha messo del suo anche un’ottima compagnia e la sapiente mano registica di Renato Piva, che, oltre ad aver così ben preparato la sua truppa, ha previsto, soprattutto nella seconda parte, anche qualche momento di garbato humour attraverso piccole ma efficaci trovate sceniche. Complimenti a tutti, da Ibsen fino all’ultimo cittadino di Norwich!

Alessandro Tozzi

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