Skyfall – 007 in concert

Un’altra grande prova dell’Orchestra Italiana del Cinema al Roma Film Music Festival

I più appassionanti cult movies del cinema contemporaneo accompagnati dal vivo dall’Orchestra Italiana del Cinema sono ormai il piatto forte del Roma Film Music Festival. Sempre una grande emozione, per il pubblico dell’Auditorium Conciliazione, poter assistere a cineconcerti in cui orchestrali di alto livello eseguono in perfetto sincrono le più evocative colonne sonore, mentre sul grande schermo scorrono le immagini di film memorabili. Era stato così qualche mese fa per I pirati dei Caraibi e per la strepitosa antologia di cartoons Bugs Bunny at the Simphony. La magia si è replicata il 13 aprile scorso, quando è stato il turno di uno dei migliori film della saga di James Bond, almeno tra quelli recenti: Skyfall di Sam Mendes, con l’estroso Anthony Gabriele giunto da Londra a dirigere l’orchestra.

Prima di tutto, due parole sul film: se il coriaceo Daniele Craig, che sotto la guida di Sam Mendes si era disimpegnato bene anche nel precedente capolavoro Era mio padre, può essere annoverato tra gli interpreti più spigliati e carismatici della celebre spia britannica, lo stesso Skyfall rappresenta probabilmente il capitolo della saga maggiormente incisivo, riuscito, degli ultimi vent’anni. Tutto studiato alla perfezione, per conciliare tra loro la tradizionale cornice avventurosa del racconto (con l’intricata storia destinata a snodarsi tra Istanbul, l’Estremo Oriente, la Scozia e la stessa Londra: particolarmente suggestivo l’utilizzo delle location in metropoli asiatiche come Shangai e Macao) e una rispettosa, ludica, ironica esplorazione del contrasto tra classicità e innovazione, per tutto ciò che riguarda la caratterizzazione dei personaggi principali, con la stessa organizzazione di cui fanno parte, l’M16, finita inaspettatamente sotto attacco. Dallo stesso Bond (le cui origini famigliari sono al centro del maestoso epilogo) a una M (Judy Dench) chiamata a decisioni particolarmente difficili (e dalle conseguenze funeste), da una Moneypenny (Naomie Harris) per certi versi inedita a un Q (Ben Whishaw) proiettato anche anagraficamente verso il futuro.
Senza dimenticare naturalmente la quota di carisma aggiunta dall’ineffabile Ralph Fiennes, nel ruolo di Gareth Mallory, ma soprattutto un villain di notevolissimo impatto come il mellifluo, disturbato, sfigurato Raoul Silva aka Thiago Rodriguez, impersonato con classe da Javier Bardem.

Vista la natura dell’evento, però, la colonna sonora è salita ben presto in primo piano. Grazie al perfetto sincrono di un’orchestra capace di “dialogare” a distanza pure con la voce potente di Adele, il cui brano eponimo Skyfall valse a lei e a Paul Epworth sia il Golden Globe che uno dei tanti Oscar (molto in tema anche quello per il Miglior Montaggio sonoro) guadagnati dal film.
L’apprezzamento per la vibrante esecuzione dell’Orchestra Italiana del Cinema (così pimpante anche nel citare, a un certo punto, il tema classico della saga) fa rima ovviamente con quello per la colonna sonora in questione, firmata dal grandissimo Thomas Newman. Come ha ricordato all’Auditorium Conciliazione lo stesso Direttore Artistico del festival, introducendo la manifestazione, il compositore statunitense è stato candidato all’Oscar ben 15 volte, senza però mai ottenere l’ambita statuina. In un’intervista, ricordata anch’essa sul palco: pare abbia detto: “Sono felice di essere stato candidato 15 volte senza averlo vinto, perché questo mi dà lo stimolo per continuare a fare meglio il mio lavoro.”

Davvero grande Thomas Newman, così come il lavoro da lui effettuato per rispettare l’aura mitica di James Bond e delle sue musiche. Ma il direttore del festival ci ha tenuto anche ad annunciare i prossimi appuntamenti. A partire da quello già in programma a maggio, ovvero L’impero colpisce ancora in concerto sabato 11 e domenica 12 maggio. Tanto per restare su un’altra delle saghe cinematografiche più amate dal pubblico, quella di Star Wars!
Ma ci si si è lasciati sfuggire un’anticipazione non meno sapida. Il prossimo anno dovrebbe essere infatti il turno di Avatar. Neanche a dirlo, lo attendiamo con trepidazione.

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